FIANCO DESTR

Parisi, scossa al centrodestra

Dopo il debutto milanese, la convention Lib-Pop del manager farà tappa a Torino. Tra i sostenitori il costruttore Cherio: “Un tentativo per far ripartire il centrodestra”. Cautela tra i maggiorenti di Forza Italia: attendono le mosse di Berlusconi

«Dal palco di Megawatt abbiamo fatto una promessa: che quella di Milano sarebbe stata solo la prima tappa del nostro percorso». Con questo messaggio, affidato alla sua pagina Facebook lo scorso 10 ottobre, Stefano Parisi, ex amministratore delegato di Fastweb e candidato sindaco di Milano per il centrodestra alle ultime elezioni amministrative, ha dato ufficialmente il via al suo tour politico che lo porterà in giro per l’Italia facendo tappa, sabato 19 novembre, anche a Torino con un matinée alla Gam. Un appuntamento che, almeno nelle intenzioni dei finora pochi sostenitori piemontesi, rappresenta “un tentativo per far ripartire il centrodestra”, come scrive nel messaggio di convocazione il costruttore edile Nino Cherio che assieme al fratello Alessandro, è tra i principali supporter del signor Chili.

La figura di Parisi, a cui Silvio Berlusconi ha affidato il compito di fare una ricognizione sullo stato di salute di Forza Italia e, forse, prospettandogli pure un incarico da “federatore” delle varie anime, in verità non ha sinora suscitato gli entusiasmi sperati, non solo fra gli alleati del Cavaliere ma anche fra alcuni azzurri di spicco, Renato Brunetta e Giovanni Toti in primis, che gli rimproverano di ostentare troppo distacco da Forza Italia e dalla sua storia nonché un’eccessiva morbidezza nell’affrontare gli avversari. Fra i critici, poi, ci sono i capi della destra, come Matteo Salvini e Giorgia Meloni, tutt’altro che intenzionati ad accettare alcuna deminutio o a fare passi indietro in favore dell’ex direttore di Confindustria.

Tuttavia, Parisi sembra ben intercettare quella parte liberal-popolare moderata del Paese che, rimasta scontenta del partito azzurro, non si reca da tempo alle urne lasciando, così, gioco facile a Democratici e affini, quella stessa fetta di elettorato senza la quale, a destra come a sinistra, difficilmente si vince e che Berlusconi vorrebbe ricompattare per dare lo sfratto a Renzi. È senz’altro questa, allora, una delle ragioni per cui il suo “Megawatt Tour” farà capolino in quella che, ormai, è considerata una landa abbandonata, il Piemonte che pure in tempi non propriamente lontani consegnò al centrodestra la guida della Regione. Un obiettivo, quello di tornare al governo tra un paio d’anni quando terminerà il mandato di Sergio Chiamparino, che sembra scaldare i cuori se non (ancora) dell’elettorato, almeno di un paio di maggiorenti azzurri: Claudia Porchietto e Alberto Cirio sono i due cavalli di razza su cui il coordinatore forzista Gilberto Pichetto intende puntare. Al momento lasciando intendere a entrambi di essere il candidato prescelto, in attesa di vedere l’evoluzione del quadro politico nazionale.

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