Musy, ruota di scorta del centrosinistra

Si fanno sempre più insistenti le voci sull’ingresso in giunta dell’esponente terzopolista. Vota sempre con la maggioranza, piace a Fassino e risolverebbe qualche problemino

PRESTO INSIEME? Fassino con Musy

Terzo Polo o terza gamba della giunta di Piero Fassino? Se lo chiedono in molti nei corridoi della politica subalpina, dove le voci di un prossimo ingresso in maggioranza di Alberto Musy hanno ripreso a circolare con insistenza. Un’ipotesi peraltro prospettata a fine novembre nel corso di una visita di cortesia di Francesco Rutelli al sindaco: in quell’occasione, alla presenza del coordinatore regionale dell’Api Gianni Vernetti, si decise di prendere tempo e studiare con cura i termini dell’operazione. Il discorso, a quanto riferiscono rumors di Palazzo Civico sarebbe stato ripreso poco prima dell’Epifania e sembrerebbe tornato prepotentemente d’attualità con le recenti bizze della Sala Rossa, in particolare da parte di Michele Curto (Sel) e Giuseppe Sbriglio (Idv).

 

Non è un mistero che Fassino apprezzi questo giovane avvocato dal pedigree liberale, al punto da aver accolto nel suo programma di governo numerose proposte e parecchi suggerimenti provenienti dal suo ex sfidante. E altrettanto è un segreto di Pulcinella l’opposizione morbida o, come si dice in questi casi, “responsabile”, interpretata finora da Musy. È sufficiente scorrere i verbali delle sedute per averne la conferma: salvo che per la delibera sul riordino delle partecipate (seduta del 23 novembre) si è sempre astenuto o ha votato a favore sui provvedimenti della giunta. E talvolta con la sua presenza ha garantito il numero legale. Insomma, non un alleato organico ma un prezioso fiancheggiatore. A cui il sindaco potrebbe nell’eventualità di un rimpasto assegnare la carica di vicesindaco con una delega di “vision” della città. In tal modo, si racconta, Fassino rafforzerebbe in senso “riformista” la coalizione, liberandosi dal giogo di compagni di strada particolarmente refrattari alla disciplina (Sel) e potrebbe liquidare – magari designandolo alla Compagnia di San Paolo – l’attuale numero due di Palazzo Civico, Tom Dealessandri, con il quale non c’è proprio feeling. Fantapolitica? Si vedrà.

 

Tutto filerebbe liscio, non fosse che in caso di promozione nella squadra assessorile, Musy dovrebbe rassegnare le dimissioni da consigliere. E qui la situazione si ingarbuglia, tanto da metterne a repentaglio la praticabilità. Il primo escluso della coalizione Udc-Fli-Api-Alleanza per la città è Dario Troiano, ex consigliere comunale di Forza Italia, Moderati e, in ultimo di Fli, che,a quanto si dice, potrebbe rinunciare aprendo le porte della Sala Rossa ad un altro futurista, Angelo D’Acunto. Sarà Bocchino o, addirittura, Fini a sbrogliare la matassa?

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