De Tomaso, la pazienza è davvero finita

I lavoratori, esasperati dalle promesse a vuoto della famiglia Rossignolo, manifestano davanti all’azienda e alla Prefettura. A questo punto intervenga la Regione e convochi i vertici

La misura è colma. Persino in chi, come la Fiom, ha aperto nei confronti della De Tomaso una linea di credito praticamente illimitata. Nell’ex stabilimento Pininfarina di Grugliasco «si respira un clima di precarietà, ecco perché le tute blu hanno deciso di scendere oggi in piazza», spiega Vittorio De Martino del sindacato metalmeccanico della Cgil torinese. Stufi delle continue promesse, di annunci di nuovi soci stranieri, di stipendi accreditati con crescente ritardo, ora le maestranze dell’azienda chiedono che la Regione prenda finalmente di petto la situazione. Peraltro a Palazzo Lascaris giace, ancora inevasa, la richiesta di un’audizione nella Commissione Attività produttive dei vertici aziendali e dell’assessore al Lavoro Claudia Porchietto.

 

«Sul progetto industriale non si vedono certezze, men che meno sull’investitore straniero, sempre annunciato e mai svelato» dice De Martino, riferendosi agli annunci della famiglia Rossignolo, prima riguardanti un “cavaliere bianco” indiano e poi cinese, che dovrebbe comprare il brevetto della nuova Deauville, per poi avviarne la produzione alle porte di Torino. I corsi di formazione, propedeutici all’avvio della produzione, a quanto si apprende per ora hanno coinvolto una quarantina di persone su 900 operai in forze a Grugliasco, tuttora in cassa integrazione. La paura, per i lavoratori, è quella del mancato pagamento dell’assegno di gennaio.«Mentre gli impiegati tornati a lavoro lamentano tempi incerti di pagamento da parte dell'azienda» riferisce il sindacalista. È stato chiesto un incontro in Prefettura.

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