ECONOMIA DOMESTICA

Un mattone sulla ripresa

Prosegue la crisi dell’edilizia. In Piemonte in calo fatturato e occupazione. Il nuovo Codice degli appalti “ha bloccato gli investimenti pubblici”. Appello del presidente Ance Provvisiero alla Regione: “Serve un cambio di rotta”

Il 2016 è stato “un altro anno di stagnazione per le imprese edili”: le previsioni sono negative sia per il fatturato sia per l’occupazione. Lo sottolinea l’Ance Piemonte che ha diffuso l’indagine per il secondo semestre. “Al nostro settore manca lo slancio per la ripresa”, dichiara il presidente Giuseppe Provvisiero. “L’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti ha bloccato gli investimenti in opere pubbliche, bisogna superare il paradosso per cui l’Italia è attiva nella fase emergenziale e carente in quella ordinaria e di prevenzione”. L’87,7% delle imprese prevede una riduzione del fatturato o non segnala nessuna variazione significativa, percentuali che confermano quelle della scorsa indagine. Il 5,8% intende aumentare il personale contro il 29,7% che ne prevede la riduzione (nella scorsa indagine le percentuali erano rispettivamente il 5% e il 29,1%). I tempi di pagamento dei committenti totali e pubblici che risultano rispettivamente 105,6 e 135 giorni (106,9 e 135,9 giorni nell'indagine precedente). Unico segnale positivo riguarda le intenzioni di investimento in aumento: il 28,3% delle imprese ha in programma di investire nei prossimi sei mesi (sei mesi fa la percentuale era il 19,7).

“L’instabilità del contesto nel quale operano le nostre imprese ne influenza le aspettative creando incertezza per il futuro e, a livello centrale, non possiamo che riporre fiducia nei prossimi provvedimenti che interessano il potenziamento degli investimenti infrastrutturali ed ambientali e il consolidamento degli incentivi fiscali. Chiediamo alla Regione Piemonte un cambio di rotta e almeno un segnale che dia delle risposte concrete al nostro settore”, afferma Provvisiero.

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