Puzza d’incucio a Palazzo civico

Per uscire dall'impasse il capogruppo Pd avrebbe stretto un patto di ferro con l'opposizione per blindare le nomine all'Agenzia dei servizi pubblici. In Sel e Idv monta la polemica

“Se fosse vero...”. In questi casi il “se” è d’obbligo e nessuno se lo fa mancare. Intanto, però, l’inconfondibile odore di inciucio si fa sempre più intenso a Palazzo Civico, soprattutto avvicinandosi alla Sala Rossa. Il Pd e l'intera opposizione alleati nelle nomine all’Agenzia per i servizi pubblici per evitare scherzi, soprattutto nei due principali partiti che siedono nell'aula del Comune di Torino. Sarebbe questa la manovra messa in atto dal capogruppo democratico Stefano Lo Russo (foto sotto) per blindare i tre candidati del suo partito e fare così il pieno di nomine, a spese degli alleati della coalizione.

 

Il voto si svolgerà presumibilmente nel prossimo Consiglio di lunedì e sarà segreto. Ogni consigliere dovrà indicare i cinque da nominare nel consiglio di amministrazione: tre della maggioranza, tra i quali verrà scelto il presidente, e due dell’opposizione. I franchi tiratori stanno lucidando le loro armi e Lo Russo lo sa, per questo, già nell’ultima conferenza dei capigruppo aveva proposto ai colleghi di investire il sindaco dell’onere della nomina, previo un accordo politico tra i responsabili di ogni forza in Consiglio. Ma la proposta è stata respinta e così Lo Russo avrebbe scelto un’altra strada: siglare un patto con l’opposizione, facendo votare ai suoi Ferdinando Ventriglia (Pdl) e Mario Brescia (Lega Nord) per blindare i tre nomi Pd (sui quali peraltro continua a non esserci l’accordo all’interno del gruppo) e tener fuori il candidato di Sel Vincenzo Cugusi.

 

Ma gli spifferi, nei vecchi infissi del palazzo di Città, sono subito giunti a orecchie indiscrete e, nelle altre forze di maggioranza, monta il nervosismo. «Non voglio credere a questi rumors anche perché da giorni continuo a predicare la necessità di ragionare sul ruolo dell’Agenzia e sul metodo di scelta dei candidati, prima che sui singoli nomi – premette il capogruppo di Sel Michele Curto -, ma se così fosse, non ci resterebbe che prendere atto del fatto che Lo Russo intende replicare la maggioranza del governo Monti e se ne assumerà la responsabilità politica. Ne trarremo le conseguenze». Ad alimentare il controcanto ci pensa Giuseppe Sbriglio (Idv): «Mi sembra difficile che si possa chiudere questo tipo di accordo – è la doverosa premessa -. Fosse vero lancio un monito al mio collega del Pd: attenzione perché non è detto che su questa strada i tuoi ti seguano».

print_icon