C’è troppa Intesa in Compagnia
13:24 Martedì 08 Novembre 2016 1La Fondazione San Paolo ha avviato l’iter per ridurre la quota nell’azionariato della banca. Un’operazione che però avverrà quando le condizioni della Borsa saranno meno penalizzanti. Il presidente Profumo: "Nessun problema con Appendino"
La Compagnia di San Paolo ha avviato le procedure per ridurre la quota in Intesa Sanpaolo, ma ciò avverrà quando la Borsa presenterà migliori condizioni. “I tempi dipenderanno dalle condizioni di mercato”, ha detto il presidente della fondazione torinese, Francesco Profumo, che ha fatto il punto con i giornalisti sulle strategie della fondazione, primo azionista della banca. “Essendo diligenti, abbiamo fatto
tutte le operazioni interne per avviare l’inter” per la parziale dismissione della quota di Intesa come previsto dal protocollo fra l’Acri e il ministero dell’Economia, ha sottolineato l’ex ministro del governo Monti, designato al vertice dell’ente di corso Vittorio Emanuele dall’allora sindaco Piero Fassino. Tuttavia, “abbiamo un prezzo di carico di 2,27 euro e adesso non possiamo vendere perché le quotazioni attuali della banca sono inferiori”. Il protocollo, infatti, prevede che le banche debbano ridurre la partecipazione nella banca conferitaria entro il limite di un terzo del patrimonio complessivo, ma senza arrecare danno al patrimonio. In questo senso, un possibile alleggerimento delle quote potrà avvenire solo quando il prezzo di Intesa Sanpaolo tornerà a superare il valore di carico.
Il 2017 sarà, per la Compagnia, un anno di transizione. “Vogliamo diventare più efficaci nell’utilizzo delle risorse e trasformare la fondazione in un hub di competenze e conoscenze. Il tema è come poter diventare più bravi e efficaci nell’investimento di risorse a fronte delle attuali condizioni di finanza pubblica e della domanda che cresce verso di noi”. Nel presentare il il Documento programmatico previsionale 2017, inviato lo scorso 31 ottobre al Mef, Profumo ha snocciolato i dati dell’attività dell’ente. Ammonteranno a 152 milioni, mentre nel 2016 erano di 146 milioni. Tra le voci principali, ancora una volta sono i fondi dedicati alle politiche sociali quelli più alti (54milioni, a fronte dei 48 del 2016). “In particolare investiremo sul tema della povertà educativa, su infanzia e sulla fascia 13-17 anni” ha precisato Profumo. Seguono i fondi per ricerca e sanità (45 milioni, in linea col 2016) e quelli per arte e beni culturali (30 milioni).
Rametto d’ulivo verso Palazzo civico. “Con la sindaca Chiara Appendino ci siamo incontrati più volte. Nessun problema”, ha rivelato il presidente, dopo le polemiche dei mesi scorsi. La sindaca all’indomani della nomina aveva infatti chiesto le dimissioni di Profumo, indicato alla presidenza della fondazione nelle ultime settimane del suo mandato. “Abbiamo iniziato le audizioni con i nostri stakeholder - ha spiegato Profumo - abbiamo visto ieri il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, l’arcivescovo e il presidente della Regione. Abbiamo un calendario di incontri e tra questi anche quello con la sindaca e gli assessori competenti. L’obiettivo è capire quali sono i bisogni dei nostri interlocutori”.
Intanto fervono i lavori per mettere a punto il documento di programmazione pluriennale 2017-2020, dopo l’approvazione delle linee guida le scorso settembre. “Il 28 novembre vorremmo presentare al consiglio generale una bozza del documento di programmazione pluriennale per poi approvarlo in forma definitiva a inizio 2017. L’obiettivo è fare tutto entro terza settimana gennaio, in modo da presentarlo in tempo per festeggiare l’anniversario della fondazione il 25 gennaio” ha spiegato il presidente. Obiettivo dichiarato dell’ente nell’era Profumo è “adottare un modello a matrice per diventare più efficaci nell’utilizzo delle risorse. La Compagnia non sarà più solo ente erogante, ma parteciperà ancora di più ai progetti, inserendosi con processi di guida e accompagnamento”.


