A sinistra solita lite ad alta velocità

Sel e Pd sono ai ferri corti. Il deputato Esposito bacchetta Fassino per il suo “colpevole silenzio” dopo il blitz delle forze dell'ordine e attacca Plano “ormai pronto a traslocare tra i vendoliani”

«E’ ancora accettabile mantenere nelle amministrazioni locali un’alleanza politica con Sel?». La provocazione è di Stefano Esposito, parlamentare del Pd, strenuo sostenitore della Tav e della legalità attorno al cantiere dell’alta velocità. Il partito di Nichi Vendola, infatti, ha aderito sia alla fiaccolata di ieri sera a Bussoleno, sia alla manifestazione di domani a Torino, la cui parola d’ordine è “solidarietà agli arrestati”, provocando anche il monito minaccioso un personaggio solitamente mite come il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando che ieri ammoniva: «Dai commenti all’operazione della Procura risulterà evidente se certi principi sono da tutti condivisi, oppure se qualcuno ha deciso di porsi fuori dalla legge e dallo Stato avallando con parole e comportamenti azioni sovversive».

 

Una sollecitazione per il sindaco Piero Fassino, «l’unico a non aver parlato»sottolinea ancora Esposito, dopo  l’operazione delle forze dell’ordine che ieri all’alba ha provocato decine di arresti, tra cui anche alcuni amministratori dei paesi valsusini. Per questo «nessuna ambiguità dev’essere tollerata»aggiunge il deputato, in riferimento anche e soprattutto a quei dirigenti del Pd, come Sandro Plano che secondo il parlamentare democratico ha «certificato in modo indiscutibile l’interruzione del suo rapporto politico con il Partito Democratico , ponendosi al di fuori del partito a cui è ancora iscritto. E’ evidente come stia cercando di risolvere prima di tutto il problema del proprio futuro politico. D’altra parte, la recente cena con Vendola è lì a testimoniare la sua intenzione (e non solo la sua) di trovare nuove bandiere sotto le quali militare».

 

Un intervento che tiene alta la tensione attorno a tutte le riverberazioni politiche e di ordine pubblico che continuano a emergere attorno a un’opera quanto mai controversa. Il tutto alla vigilia della manifestazione di domani, nella quale il rischio di incidenti è altissimo e poche ore prima di un vertice convocato proprio dal sindaco di Torino a Palazzo Civico, per riassestare la propria maggioranza, dopo le “intemperanze” e i distinguo, in particolare di dipietristi e vendoliani. 

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