I gesuiti con gli occhi a mandorla

Al Sociale partono i corsi di cinese per alunni delle scuole primarie e secondarie. Con due testimonial d'eccezione: l'ex ad Fiat Romiti e il sindaco di Torino Fassino

I gesuiti guardano a Oriente. Dopotutto il futuro è la Cina e loro lo hanno capito bene. Per questo presenteranno stamani in Sala Colonne a Palazzo di Città un pacchetto di corsi in lingua cinese aperti agli alunni delle scuole primarie e secondarie di Torino. Gli eredi di Matteo Ricci, il gesuita che nel XVI secolo da Macerata approdò nel paese della Muraglia per diffondere il cristianesimo, tornano dunque a rivolgere il proprio sguardo verso est, negli anni in cui colossi economici, politici e militari, come la Cina, ma anche l’India e il Pakistan stanno scompaginando il panorama geopolitico mondiale.

 

L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Sociale in collaborazione con la Fondazione Italia Cina, presieduta dall’ex numero uno di Fiat Cesare Romiti. Alla conferenza stampa sarà presente anche il rettore del Sociale padre Vitangelo Denora S.J., assieme a un altro degli illustri studenti che hanno affidato ai gesuiti la propria formazione scolastica e la propria educazione: l’attuale sindaco di Torino Piero Fassino.

 

La scuola gesuita, nel capoluogo subalpino come nel resto della nazione, ha sempre coniugato tradizione e modernità, fede e progresso. Fedeli alla tradizione di formatori della classe dirigente, nelle loro aule sono state modellate le menti di eminenti personaggi della cultura e della politica, dal premier Mario Monti, che frequentò il Leone XIII, al neo governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che studiò al Massimiliano Massimo di Roma, passando per il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (San Francesco Severino di Livorno).

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