Economia: Piemonte sempre più internazionale

L'indice di internazionalizzazione del Piemonte è cresciuto del 10% nel 2015 rispetto all'anno precedente, grazie soprattutto all'accresciuta capacità di attrazione degli Investimenti diretti esteri (+18%) e al turismo (+11%). In lieve calo invece la quota di stranieri iscritti agli atenei piemontesi (-1%). Lo rivela l'indice di Unioncamere, che misura il grado di internazionalizzazione del Piemonte anche rispetto al Paese e alle altre regioni. "E' la fotografia di un territorio sempre più aperto all'estero, anno dopo anno, capace di attrarre in misura significativa investimenti stranieri e di richiamare, grazie alle sue straordinarie risorse paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche, turisti da tutto il mondo. E' proprio su questi elementi che devono puntare le politiche economiche messe in campo dagli attori regionali e dal Sistema camerale, potenziando l'attività di attrazione di capitali e investimenti dall'estero attraverso il Ceipiemonte e sostenendo le eccellenze produttive del territorio, che rappresentano il substrato del mercato del turismo nella nostra regione" commenta Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte. Anche nel 2015 il Piemonte continua, inoltre, ad apparire più internazionalizzato della media italiana: posto pari a 100 il livello d'internazionalizzazione complessivo dell'Italia, quello piemontese è risultato superiore di quasi 38 punti. Il confronto con il territorio nazionale premia il Piemonte sia sotto il profilo economico sia sotto l'aspetto sociale: con riferimento alla prima componente dell'indice, la regione appare più internazionalizzata della media italiana di circa 44 punti, mentre il livello di internazionalizzazione sociale del territorio piemontese supera di circa 34 punti la media italiana.

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