Tutti a fianco di Silvio. Anzi no

Indetta e annullata nel giro di poche ore l'adunata milanese del Pdl a sostegno del premier "assediato" dalle procure. E Ghigo tira un sospiro di sollievo. Ora stringono i tempi congressuali

CAVALIERE e gli staffieri piemontesi

Stretti attorno a Silvio. Anzi no. Non è durata neanche 24 ore la grande mobilitazione del Pdl piemontese che, sabato 4, avrebbe dovuto portare davanti a Milano (secondo qualcuno addirittura davanti al tribunale) un centinaio di militanti per esprimere solidarietà al leader “sotto scacco” della procura meneghina. A quanti avevano creduto che finalmente il Pdl stesse per diventare un partito “normale” fondato su sezioni e circoli, in cui i vertici vengono eletti attraverso regolari congressi, la convocazione giunta da via dell’Umiltà nei giorni scorsi è stata accolta come una vera e propria doccia fredda. Ancora una volta i destini del leader si sono intrecciati inesorabilmente a quelli della principale forza del centrodestra. Ancora una volta i guai giudiziari diventano tema di scontro politico.

 

Ma nel giro di poche ore arriva il dietrofront. Forse consigliato dalle colombe che volavano sopra la sua testa o forse convinto dagli sviluppi favorevoli delle vicende giudiziarie - in seguito alla decisione della Corte d’Appello di considerare “ammissibile” l’istanza di ricusazione dei legali del Cavaliere contro i giudici del processo MillsBerlusconi ha deciso di desistere. Manifestazione annullata e il leader commosso che con una lettera ringrazia chi già si era preparato a partire da tutta l’Italia per garantirgli il proprio sostegno. Il tutto con gran sospiro di sollievo da corso Vittorio Emanuele, che persino nella serata di ieri, durante l’ennesima riunione dell’area che fa riferimento alla componente che attualmente governa il partito, il coordinatore regionale Enzo Ghigo aveva faticato non poco a entusiasmare gli animi della platea. Insomma, Silvio c’è, ma fa da sé. 

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