Avigliana, Sel con i No Tav?

Nella città dei laghi Curto promuove la nascita di un circolo che avrà carta bianca sulle alleanze. Isolato il "collaborazionista" Ferrentino. E il Pd prova a serrare i ranghi

L’alta velocità resta sullo sfondo del dibattito politico in Piemonte. In vista delle amministrative i protagonisti dello scontro dialettico che ha caratterizzato gli ultimi giorni si attrezzano per imporre le rispettive posizioni, attraverso una delicata campagna di posizionamento. Michele Curto, leader  di Sel a Torino, ha infatti promosso la costituzione di un circolo del partito ad Avigliana, il principale comune della Valsusa che in primavera andrà alle urne. Un tentativo neanche troppo mascherato per arginare l’ala più dialogante del partito, pronta a un’alleanza con il Pd anche nelle delicate realtà della valle. Lo statuto dei vendoliani prevede che il circolo territoriale abbia l’onere e l’onore di scegliere le alleanze e dettare la linea del partito nell’area di competenza.

 

Da mesi l’ex segretario Antonio Ferrentino – oggi referente del partito per l’area valsusina - aveva fatto sapere di essere pronto a privilegiare anche ad Avigliana un’alleanza all’interno del centrosinistra, con Pd e Idv. Una posizione irricevibile da Torino, dove Curto ha intrapreso una dura battaglia politica proprio sul treno ad alta velocità e che si è dimostrato pronto a tutto per imporre la propria linea. Per questo ha coinvolto una ventina di attivisti e aperto un circolo proprio nella città dei laghi e ora si appresta ad appoggiare una coalizione dichiaratamente contraria alla Tav, in alleanza con l’attuale sindaco Carla Mattioli, che tuttavia non potrà più ricandidarsi.

 

La risposta a distanza arriva direttamente dal Pd. Durante l’ultima direzione, infatti, Mario Sechi,  portavoce di Sinistra in Rete - l’area che fa capo al parlamentare Sì Tav Stefano Esposito – ha presentato una mozione volta a serrare le file, nella quale si chiede l’allontanamento di tutti coloro che, pur iscritti al Pd, scelgano di correre alle elezioni con liste che si contrappongano al proprio partito. Insomma: chi cede alle sirene dei No Tav è fuori. La partita è solo all’inizio. 

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