4 DICEMBRE

Rivolta stomaco di Grillo

Dalla gastrite del comico è nato il Movimento 5 stelle, e con la pancia invita a votare contro la riforma costituzionale. Dal palco di piazza San Carlo la Appendino, versione tupamaros, proclama: "Dire No è la vera rivoluzione"

Tutta colpa della gastrite. Quella che per 35 anni ha martoriato Beppe Grillo: “Non mi lasciava dormire la notte, se fossi stato bene, non sarebbe nato il movimento”, ha confidato dal palco di  piazza San Carlo a Torino, l’ex roccaforte del centrosinistra conquistata cinque mesi fa, alla manifestazione di chiusura del “TreNo Tour” per la campagna referendaria. Per questa ragione, ha spiegato il comico genovese, occorre votare con la pancia e non con la testa, anche se non mostra una granitica certezza sull’esito delle urne. “Se vinceremo o perderemo, sarà la stessa cosa, ormai il paese è diviso in due”. Anche una sconfitta rafforzerà i 5 Stelle, secondo Grillo. “Il fallimento è poesia. Io sono nato un perdente, la mia vita è passata attraverso dei fallimenti: ho fallito come saldatore da mio padre, come cabarettista cantando canzoni, e come rappresentante di abbigliamento. Ma da tutti questi fallimenti è venuta fuori una via. Non avrò grandi scompensi lunedì, in caso di sconfitta, perché anche se perdiamo sarà una perdita straordinaria, che ci darà ancora più forza. Cosa farò? Andrò su Marte e farò anche lì il Movimento 5 Stelle...”. Intanto, ha annunciato di aver già comprato una cassa di Maalox.

E che l’appuntamento di domenica 4 dicembre sia uno snodo fondamentale, per il Paese ma anche per il Movimento 5 stelle, l’ha confermato anche Davide Casaleggio, the young pope grillino: “Se passa il Sì, questa domenica ce la ricorderemo per tanti anni”, è stato il monito del figlio del cofondatore. “Dalla prossima settimana ad ogni modo noi inizieremo a parlare del nostro programma di governo, iniziando da quelle per l’energia”.

Un No “ontologico” ribadito con forza anche dalla padrona di casa, Chiara Appendino, “un sindaco che ce lo invidiano anche nel Burundi”, almeno a detta di Grillo: “Questo Paese ha bisogno di scelte responsabili, per questo ieri ho ribadito il nostro no al Tav. A Torino abbiamo dovuto fare anche una manovra da 50 milioni per tappare il buco che abbiamo trovato. Non si può governare come fanno loro. I problemi vanno affrontati di petto e bisogna cercare di risolverli con responsabilità, proprio come stiamo cercando di fare da cinque mesi a questa parte”. La prima cittadina, che prima del comizio ha ricevuto a Palazzo di città la collega di Roma Virginia Raggi, ha smesso i panni della madamin di Cit Turin per indossare la kefiah da barricadiera: “Dire No è la vera rivoluzione”. Fino a domani.

print_icon