Pomponio: “Scelta coerente”

Parla il dipietrista ribelle che ha votato contro il documento salva-province.“Ho deciso all'ultimo, scegliendo la linea del partito che mi ha eletto”. E in commissione parte la rappresaglia

NO PROV Nicola Pomponio

Da una parte e dall’altra il principio invocato è quello della coerenza. I punti di vista e gli approdi, però, sono in netta contrapposizione. Alla coerenza, infatti, si appella Nicola Pomponio, il consigliere provinciale dipietrista che ieri non ha votato il documento dell’Upi a sostegno delle province, aderendo alla posizione del suo partito a livello nazionale, ma attirandosi le ire di tutti i partiti alleati e non solo. Alla coerenza, infatti, ricorrono anche i rappresentanti di Pdl, Pd e Lega Nord, che stamane hanno posto la questione delle sue dimissioni da presidente della commissione Lavoro.

 

Un’azione annunciata proprio nel giorno della prima riunione presieduta da Pomponio, eletto una settimana fa ora già quasi dimissionato. Lui ha preso tempo, ha chiesto che si potesse discutere la questione in una seduta ad hoc da convocare mercoledì prossimo a porte chiuse, visto che si trattava di questioni personali. Il capogruppo dell’Idv Raffaele Petrarulo non ha infierito, mostrandosi solidale con il suo compagno di partito e dopo pochi minuti la seduta è stata chiusa. Il dibattito, intanto resta aperto, anzi apertissimo. «Ci riaggiorneremo tra una settimana, anche se ho la sensazione che potrebbe esserci un’accelerazione già nelle prossime ore» spiega Pomponio allo Spiffero. Poi l’esponente dipietrista torna sul voto di ieri: «L’Idv ha raccolto le firme per l’abolizione delle province, ha impostato una battaglia politica su un provvedimento che, peraltro, nel 2008 era nel programma di tutti i partiti tranne la Lega Nord». Ed ecco spuntare di nuovo la coerenza. La stessa che dovrebbe convincerlo a un passo indietro, forse non solo da presidente di commissione? «Assolutamente no - risponde sicuro -. Il partito non ha rinunciato a presentare le proprie liste e io sono stato regolarmente eletto. Conduco la mia battaglia dall’interno. Bisogna capire che si fa parte di una organizzazione le cui scelte non possono non rappresentare mai un vincolo». E pazienza se «quello dell'Upi era oggettivamente un buon testo» e se ora è indicato come colui che ha tradito, impippandosene della sua maggioranza e dei suoi compagni di partito che hanno votato diversamente. Già ieri – racconta – sono arrivati i primi sms e mail di dirigenti nazionali, che hanno approvato il suo gesto, mentre a livello locale è calato il gelo.

 

E’ probabile che nei prossimi giorni verrà convocata una direzione provinciale per discutere dell’accaduto.  Una cosa è certa: «Comunque vada, anche se venissi sfiduciato continuerei a sostenere lealmente Saitta all’interno del mio partito».

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