Eternit, Casale rinuncia ai soldi

Passo indietro della giunta: no all’offerta di transazione (18 milioni) in cambio del ritiro dal processo. Il sindaco: “Rassicurati sul problema dal governo”. Il 13 febbraio la sentenza

Il Comune di Casale Monferrato ha deciso di rinunciare all’offerta di oltre 18 milioni di euro presentata dall'imputato svizzero Stephan Schmidheiny, a titolo di transazione nel processo Eternit. Schmidheiny è l’ex proprietario della multinazionale e principale imputato (disastro ambientale doloso permanente) al processo dal 2009 in corso a Torino, che riguarda oltre allo stabilimento di Casale (il vero epicentro della tragedia con 1.700 morti) anche gli altri di proprietà del colosso svizzero nel nostro paese, Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli), e la cui sentenza è attesa per il 13 febbraio.

 

A poco più di una settimana dalla sentenza, l’amministrazione di centrodestra ha deciso, spiega in una nota «di rifiutare la proposta presentata dalla Becon A.G. per conto di Schmidheiny e di proseguire lungo il percorso delineato a livello istituzionale con il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e con il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, nel corso dell'incontro tenutosi a Roma lo scorso 26 gennaio». Un passo indietro rispetto alla scelta fatta dal Comune, lo scorso dicembre, di accettare i soldi in cambio del ritiro dall’attuale e dai futuri giudizi. Un passo indietro motivato dalle polemiche scatenatesi in città e nell’opinione pubblica, oltre che dall'intervento del governo.

 

La decisione, ufficializzata oggi, 3 febbraio, era stata anticipata ieri a Rainews dal sindaco, Giorgio De Mezzi. Le ragioni per cui in prima istanza era stato accettato quel denaro, ha spiegato De Mezzi, «continuano a rimanere validi, perché si partiva dalla valutazione delle difficoltà di reperire subito le stesse risorse dal dibattimento. Il fatto nuovo, oltre alla reazione di almeno una parte della città, è stato l’intervento del ministro della Salute Balduzzi, che ci ha dato la possibilità di valutare con prospettive diverse. Abbiamo già detto di voler percorrere questo percorso istituzionale perché le rassicurazioni del ministro ci permettono di avere risorse anticipate». «A livello di bonifiche - spiega il primo cittadino casalese - è stato confermato il trasferimento di 9 milioni e di altri 740 mila euro che si erano persi nei meandri della burocrazia. Ma soprattutto abbiamo avuto rassicurazioni sul problema della discarica», sulla quale «il 9 febbraio ci sarà un nuovo incontro» con i rappresentanti dell’esecutivo.

Il giorno della sentenza s’avvicina. Saranno almeno 1.200, tra cui 900 cittadini di Casale, le persone presenti alla lettura del verdetto nel tribunale di Torino. Lo fa sapere l’Associazione del famigliari delle vittime dell'amianto (Afeva), che calcola in 17 i pullman provenienti dalle città del Nord Italia, cui si aggiungeranno 3 pullman provenienti dalla Francia, oltre a delegazioni da Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda Belgio e Svizzera.

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