Adesso Cota teme le idi di marzo

Convocato il congresso della Lega. Il presidente vuole essere riconfermato alla guida del partito. Ma all'orizzonte si profilano strane alleanze tra maroniani e Calderoli per piazzare la Gancia al suo posto

Ne avrebbe fatto volentieri a meno e per mesi ha cercato in ogni modo di procrastinarne la convocazione. Poi il precipitare del quadro politico nazionale e, soprattutto, incalzato dall’azione dei maroniani, l’ha indotto a cedere. Roberto Cota ha dato il via libera al congresso “nazionale” della Lega Nord Piemont: si terrà a marzo, precisamente il 10 e l’11. Il governatur ha anche annunciato che intende ricandidarsi alla carica di segretario nazionale. Parlando coi giornalisti questo pomeriggio a Torino, ha ostentato sicurezza, persino eccessiva - «Va tutto bene» -, sull’esito del confronto. In verità, anche nel corpaccione del Carroccio piemontese, serpeggia un certo malessere, a partire proprio dal suo doppio ruolo di presidente della Regione e leader di partito. Un doppio incarico che a norma di statuto sarebbe incompatibile.

 

Non è un mistero che attorno alla presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia potrebbe aggregarsi un’area in grado di mettere in seria difficoltà Cota, costringendolo a rinunciare alla guida del partito. Per ora è un amalgama abbastanza informe, giacché i seguaci di Roberto Maroni stanno al momento abbastanza sotto coperta. Nell’inner circle del presidente temono però la saldatura tra quanti vedono nell’ex ministro dell’Interno il “futuro della Lega” e Roberto Calderoli che alla Gancia è legato sentimentalmente. Per ragioni diverse ma convergenti i due colonnelli potrebbero trovare un accordo sul Piemonte proprio con l'intento di ridimensionare il ruolo di Cota e mandare un segnale chiaro al cerchio magico di via Bellerio.

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