Soccorso bianco per il Governatur?

Cota, sempre più preoccupato dell'atteggiamento ostile di Progett'Azione, starebbe sondando l'Udc per allargare la propria maggioranza. Ma Casini non pare affatto d'accordo

ACCERCHIATO Roberto Cota

La crisi di maggioranza in Regione Piemonte, annunciata dai sette di Progett’Azione – l’ala critica del Pdl a Palazzo Lascaris – ha scosso come un terremoto le già traballanti fondamenta di una coalizione in cui mugugni e mal di pancia sono all’ordine del giorno. Durante tutta la giornata di ieri si sono susseguiti incontri e telefonate, e chi ha avuto modo di parlarci, ha descritto Roberto Cota “sinceramente preoccupato per quanto sta accadendo e per una maggioranza che ormai non è più sotto controllo”. Anche perché, contrariamente a quanto auspicassero i lealisti del Pdl, il gruppo dei dissidenti finora ha retto l’urto delle scosse telluriche e, a quanto sembra, resistito pure alle blandizie. Certo per qualcuno l’ultimo atto è stata una forzatura della quale avrebbe fatto a meno, ma intanto ci sono tutti (solo Fabrizio Comba ha espresso forti perplessità) e pare abbiano stretto un'alleanza tattica con altre due anime inquiete della coalizione, Maurizio Lupi (Verdi Verdi) e Michele Giovine (Pensionati).

 

Una cosa appare certa: nulla sarà più come prima. Ora il governatore dovrà affrontare i temi politici posti da Progett’Azione e non escludere un loro coinvolgimento nell’ambito di un prossimo rimpasto di giunta. Ma Cota - e non solo nelle ultime ore - starebbe sondando la percorribilità di un’altra strada: ovvero,  l’allargamento della maggioranza all’Udc, cercando di disinnescare la santabarbara dei ribelli. I casiniani, dopotutto, sono di certo la forza di opposizione più dialogante in Consiglio, quelli più disponibili all’accordo e alla trattativa, piuttosto che al Vietnam d'aula. E in questi due anni lo hanno dimostrato concretamente.

 

Fosse per il coordinatore regionale del partito Alberto Goffi e per il capogruppo Giovanni Negro (nella foto accanto con Casini) l’accordo si potrebbe siglare anche oggi. Le più pesanti riserve verrebbero da Roma. “Dopo una campagna elettorale tutta giocata in chiave anti leghista nella quale abbiamo inghiottito l'ultra laica Mercedes Bresso, adesso gli lanciamo la nostra ciambella di salvataggio? Chi lo spiega agli elettori?” sarebbe il pensiero del leader nazionale Pier Ferdinando Casini, che per il momento pare abbia stoppato sul nascere l’operazione. Intanto, in attesa che il presidente Valerio Cattaneo torni a convocare il Consiglio, Cota starebbe continuando a cercare una soluzione per salvare l’ex vice presidente del parlamentino sabaudo Riccardo Molinari, decaduto perché dichiarato ineleggibile dalla Cassazione: il governatore vuole portarselo in giunta, ma fatica a incastrare tutti i pezzi del puzzle senza creare ulteriori squilibri. Mai come ora la manovra è pericolosa.

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