Alessandria, sfida tra “bonsignoriani”

Nel Pdl si delineano le candidature in vista del congresso provinciale. Al momento si fronteggiano due esponenti vicini ai “dissidenti”. Ma Cavallera ha in mente un compromesso

Mentre a Torino e in altre province la contesa congressuale in casa pidiellina assume i connotati dello scontro frontale tra le due componenti, l’area capeggiata da Vito Bonsignore e Maria Teresa Armosino contrapposta allo schieramento “lealista” alla diarchia Ghigo-Ghiglia, ad Alessandria tutto è più sfumato. A poco più di quindici giorni dalle assise (il 26 febbraio è convocato il congresso provinciale, cui a ruota seguiranno le assemblee comunali), gli schieramenti paiono non rispettare, almeno al momento, le divisioni regionali. Entrambe le candidature finora emerse per la carica di coordinatore provinciale sono più o meno direttamente collegate al gruppo dei “dissidenti”. Sia Aldo Visca, sindaco di Cerrina e consigliere provinciale, sia Antonio Maconi, capogruppo di An in Comune, possono essere considerati “vicini” ai bonsignoriani. Il primo perché annovera tra i suoi principali sponsor Vito De Luca, consigliere in Provincia e “uomo” di Roberto Rosso nell’Alessandrino, con il quale peraltro ha partecipato alla convention di Carisio promossa dall’europarlamentare. Il secondo, Maconi, perché sostenuto nella corsa alla successione del coordinatore uscente Marco Botta, da uno degli esponenti di punta dei “contestatori”, il parlamentare Franco Stradella, nonostante sia considerato un "fedelissimo" di Agostino Ghiglia.

 

La situazione sta creando qualche imbarazzo, soprattutto in Ugo Cavallera, che vede progressivamente sgretolarsi quello che un tempo era il suo feudo politico. Il vicepresidente della Regione, pur sostenendo in prima battuta Visco, pare si stia scervellando per trovare una soluzione in grado di toglierlo dagli impicci, soprattutto verso il vertice regionale. Dal cilindro del coriaceo politico di Bosco Marengo starebbe per uscire il nome del giovane avvocato Paolo Borasio, sindaco di Castelletto Monferrato. Riuscirà ad evitare la conta davanti a Sandro Bondi, spedito da via dell’Umiltà a presiedere il congresso mandrogno? Lui da ,vecchio democristiano consociativo, lo spera.

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