PROFONDO ROSSO

Appendino fa i conti. Senza la Corte

I magistrati contabili hanno risposto picche alla richiesta della sindaca per un via libera all'audit esterno sul bilancio. "Sarebbe un avallo dell'attività amministrativa". Nuove regole per le nomine nelle società partecipate

La sindaca voleva un parere dai magistrati, ma la loro risposta è stata secca: non è compito nostro avallare le tue decisioni. I giudici della Corte dei conti non hanno potuto dare una valutazione sulla richiesta di affidare all’esterno del Comune l’incarico di audit e l’eventuale ricerca di un mutuo con le banche perché la domanda è stata ritenuta inammissibile: va oltre i loro poteri.

Lo scorso 23 dicembre Chiara Appendino aveva chiesto alla sezione di controllo della Corte dei conti (sezione che controlla la legittimità di atti e le finanze degli enti locali) se fosse legittimo assegnare un incarico di collaborazione esterna per ridefinire i rapporti tra il Comune e le società partecipate. Lo faceva perché, sebbene fosse stata “assodata la presenza di personale dedicato” a quell’incarico, c’era un’“esigenza di terzietà del soggetto autore dell’analisi, terzietà prodromica all’eventuale coinvolgimento del sistema bancario”. Il soggetto ricercato, infatti, avrebbe dovuto analizzare i rapporti finanziari tra la città e le sue società e poi, se fosse stato il caso, contrattare un mutuo per i debiti.

Il 10 gennaio scorso i magistrati della sezione hanno valutato la richiesta di Appendino e l’hanno respinta perché “concerne una fattispecie concreta, priva dei connotati di generalità e astrattezza, la cui valutazione è rimessa all’esclusiva discrezionalità dell’organo amministrativo”. Il parere dei giudici contabili “si tradurrebbe in un inammissibile avallo preventivo all’operato amministrativo, con il rischio, tra l’altro, di possibili contrasti e sovrapposizioni con competenze di altri organi magistratuali”. In sostanza verrebbe meno la separazione dei poteri.

Per quanto riguarda le nomine, invece, la sindaca vorrebbe cambiare le regole, rendere più trasparenti e distinguere anche i casi. È emerso oggi durante il consiglio comunale rispondendo all’interpellanza del consigliere della Lega Nord Fabrizio Ricca sulla nomina del presidente della Fondazione Torino Musei (quella di Maurizio Cibrario arrivata nel pomeriggio). Appendino sarebbe propensa a modificare l'attuale regolamento delle nomine effettuate dal Comune di Torino introducendo “dei principi nuovi perché venga garantita una maggiore trasparenza e perché si dia atto che le nomine che la Città fa sono di vario tipo”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    16:22 Martedì 24 Gennaio 2017 nervino trasparenza, meritocrazia e responsabilità

    tre termini semplici quanto difficili e collegati tra loro. Tutto molto dichiarato in campagna elettorale e poco seguito nei fatti da Appendino. 1 Responsabilità: Portare avanti proprie politiche e decisioni (ma se è sempre colpa di fassino, e se non basta lo chiediamo alla magistratura ...) meritocrazia 2 scegliere i migliori, non gli amici (fin ora scelti solo quelli del giro prima industrie) 3 trasparenza e streaming: ma se non si lascia più nemmeno la liberta ai giornalisti. Peccato, occasione persa

  2. avatar-4
    15:37 Martedì 24 Gennaio 2017 silvioviale PROVACI ANCORA CHIARA

    Chiedi ai magistrati di verificare il buco di Fassino. Magari con un esposto firmato dal capogruppo o dal presidente della commissione bilancio.

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