PALAZZO CIVICO

Il Comune fa la cresta sui rifiuti

Ogni anno i torinesi pagano 40 milioni in più rispetto al costo effettivo del servizio di nettezza urbana riconosciuto ad Amiat. Una partita di giro nei conti di Palazzo civico. L'interpellanza del consigliere Morano

Il Comune fa la cresta sui rifiuti.  I torinesi pagano il servizio fornito da Amiat – l’azienda controllata da Palazzo Civico che si occupa della raccolta – più del suo costo effettivo. Lo dice una verifica sui conti, incrociando i dati dei bilanci di via Milano e quelli di Amiat: nel 2013, per esempio, i cittadini hanno pagato per Tares e Tarsu complessivamente 209,3 milioni al Comune, che a sua volta ha girato all’azienda titolare del serivizio167 milioni. E gli oltre 40 milioni in più versati dai contribuenti dove sono finiti? Tutta colpa di una partita di giro che resta la stessa anche negli anni successivi. Nel 2014 la storia si ripete tal quale: la Città incassa 205,9 milioni e versa 162 milioni, l’anno successivo incassa 208,3 milioni e ne gira ad Amiat 168. La "royalty" trattenuta è sempre di una quarantina di milioni. Sia chiaro, una prassi in uso negli anni passati, con la quale non centra l'attuale giunta grillina, ma è evidente che ora a rispondere dovrà essere il sindaco Chiara Appendino e il suo  assessore all'Ambiente Stefania Giannuzzi.

La questione è oggetto di una interpellanza protocollata da Alberto Morano, consigliere di centrodestra, già candidato sindaco per Lega Nord e FdI, il quale chiede all’amministrazione “se è corretto che la Città richieda ai contribuenti importi maggiori rispetto a quelli che versa all’azienda titolare del servizio”, considerando inoltre che “detti importi sono più alti quand’anche li si calcoli al netto dei residui attivi (cioè dei crediti che vanta l’azienda verso i contribuenti morosi ndr)” e che comunque “non pare giusto porre a carico della collettività gli importi delle imposte non pagate da alcuni contribuenti”. Tra i costi che andranno certamente aggiunti a quelli della raccolta rifiuti ci sono quelli della riscossione che Palazzo Civico riconosce a un’altra società pubblica, la Soris, di cui detiene la proprietà assieme alla Regione Piemonte. Ma basta questo ulteriore passaggio per spiegare 40 milioni di incremento del costo, pari a circa il 20 per cento del totale?

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