VERSO IL VOTO

“Matteo, ad Asti corre Angela”

A Rimini il sindaco Brignolo getta la spugna e incorona la Motta: "è più forte". La candidatura al Parlamento come salvagente per la consigliera regionale o buen retiro del primo cittadino uscente?

“Matteo, ad Asti candidiamo Angela”.
“Perché? Tu molli?”.
“Sì, lei è più forte”.

Rimini, sabato scorso, Matteo Renzi ha appena finito il suo intervento, salta giù dal palco e finisce tra la folla degli amministratori dove incoccia Fabrizio Brignolo, braccio sulla spalla di Angela Motta. Lei al segretario avrebbe detto più volentieri – ripetendo quel che ormai sanno tutti – di essere pronta per correre alle politiche. Ma ormai, dopo un’interminabile silenzio, il primo cittadino della città del Palio è pronto per il gran rifiuto. E così la consigliera regionale (al suo terzo mandato a Palazzo Lascris) tocca correre sì, ma all’interno della cinta daziaria. Ieri sera la segreteria provinciale del Pd le ha dato, all’unanimità, il viatico. Lei si è presa “ancora qualche giorno” per capire quali e quante sono le alleanze su cui poter contare: di certo ci saranno i Moderati, giacché il loro leader Mimmo Portas ha sempre detto che “solo se c’è la Motta noi ci siamo”, resta da capire cosa farà l’Udc e scoprire, come ha ripetuto la stessa candidata in pectore “se si potrà allargare il cerchio”. Ma, soprattutto, la Motta pare cercare ancora un’improbabile via d’uscita per tentare la disperata impresa di non rinunciare alla candidatura alla Camera nel collegio (se non cambierà la geografia elettorale) di Alessandria-Asti. Le possibilità sono ridotte più che al lumicino. Lei ci prova comunque e lo fa riservandosi “ancora qualche giorno” per capire quante sono le probabilità di vittoria sull’avversario schierato dal centrodestra, Maurizio Rasero. Sfilarsi dalle pressioni del partito, a incominciare dal segretario regionale Davide Gariglio che dopo l’inciampo cuneese non può permettersi un capitombolo pure ad Asti, per la Motta potrebbe rappresentare un rischio: quello di rimanere col cerino in mano, semmai dovesse passare la norma su cui si ragiona nel Pd per impedire la candidatura alle politiche dei consiglieri regionali. Finita qui? Macché: Angela sarà anche più forte di Brignolo, come questi ha detto al leader del Pd, ma il sindaco uscente non ha certo intenzione di passare i prossimi mesi (solo) a sostenere colei che nelle aspirazioni del Pd dovrebbe rilevare il testimone al vertice di Palazzo Civico. Il suo obiettivo pare essere proprio lo stesso cui la Motta si appresta a dover rinunciare: un posto in Parlamento.

Rumors insistenti in riva al Tanaro e con qualche rimbalzo romano raccontano di un Brignolo fiducioso nel suo link con Renzi per cercare di ottenere il posto da capolista, posizione blindata insomma. E soprattutto senza doversela conquistare con le preferenze, ammettendo di fatto quel che ha detto sabato al segretario a proposito della Motta e sgombrando così il campo dall’idea che fossero solo complimenti. Insomma se “lei è più forte di me” corra lei a prendere i voti e io cerco di garantirmi il posto a Montecitorio: questa la lettura che dà più d’uno nel partito astigiano, circa rinunce e rincorse del sindaco. La cui candidatura blindata a molti pare una forzatura (semmai venisse sancita dal Nazareno) e soprattutto una bomba pronta a deflagrare nel partito, dove già la riduzione dei seggi prevista lascerà a casa un bel po’ di uscenti. Facile immaginare la reazione di chi, tra gli attuali parlamentari si vedesse costretto a cercare le preferenze (e fin qui, nulla di che) mentre un sindaco che ha rinunciato a ricandidarsi avrebbe la strada spianata.

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