Palazzo Lascaris, una poltrona per sei

La Lega rinuncia alla vicepresidenza del Consiglio mandando nello scompiglio il Pdl. Pedrale offre la carica ai “ribelli”, che iniziano a litigare. Potrebbe spuntarla Boniperti. Ma i nanetti protestano

Non occorre scomodare von Clausewitz per interpretare le recenti manovre di Roberto Cota nel perimetro della maggioranza regionale. Costringendo il gruppo della Lega Nord a rinunciare alla vicepresidenza del Consiglio per cederla agli alleati pidiellini il governatore ha ottenuto due risultati: bloccare, a breve, ogni residua ipotesi di rimpasto e gettare lo scompiglio nelle file dei berluscones. Obiettivo perfettamente centrato anche se, forse, ha dovuto definitivamente rinunciare a portare nell’esecutivo Riccardo Molinari, il consigliere fatto decadere dalla Cassazione per ineleggibilità. In questo momento, con il malpancismo dilagante nel Pdl, è troppo pericolo rimaneggiare la composizione della squadra di governo. Al giovane rampante del Carroccio alessandrino sarebbe stata pertanto promessa una candidatura “blindata” alle prossime politiche.

 

Il Pdl è finito nel pallone, nonostante alcuni, percependo la “polpetta avvelenata”, abbiano tentato di rispedire al mittente l’offerta. In entrambi gli schieramenti sono esplosi gli appetiti: la vicepresidenza dell’Aula è una poltrona che, oltre al prestigio di rappresentare l’istituzione, dà diritto a un corposo incremento di stipendio, una segreteria, l’uso dell’auto blu. Le ambizioni in casa “lealista” - si sono fatti avanti il cuneese Francesco Toselli e il biellese Lorenzo Leardi – hanno costretto il capogruppo Luca Pedrale a ripiegare, offrendo a sua volta la carica ai “ribelli” di Progett’Azione che, per non essere da meno, hanno iniziato a litigare. È evcidente, anche in questo caso, che la generosità del capogruppo (e dietro la mozione degli affetti alla ricomposizione unitaria) nasconde il disegno di mettere in difficoltà la pattuglia dei “dissidenti”. Cosa puntualmente avvenuta. Alla fine, dopo ore di discussioni, tra gli aspiranti Roberto Tentoni, Anna Rosa Costa e Roberto Boniperti (foto) pare che la scelta ricadrà proprio su quest’ultimo, consigliere di Novara, ex aennino ma acerrimo nemico di Agostino Ghiglia. Resta l’incognita dei “nanetti” della coalizione, Verdi-Verdi e Pensionati, che da tempo lamentano scarsa considerazione da parte di Cota e degli alleati maggiori. In un primo tempo era stata prospettata loro la promozione di Maurizio Lupi a vice di Cattaneo, con il pieno accordo di Michele Giovine. Vedremo.

print_icon