A Novara il sindaco epuratore?

Silurato il vertice della Tribuna, storico settimanale di area leghista. Una filastrocca pubblicata sul profilo fb di Giordano allude ad accordi sottobanco tra editore e amministrazione

RAUS Andrea Ballarè

All’apparenza spensierata e pungente, ma con in seno accuse gravi e precise. E’ una filastrocca, apparsa nei giorni scorsi sul profilo Facebook dell’assessore regionale leghista Massimo Giordano. L’obiettivo è il sindaco di Novara Andrea Ballarè. In un passaggio l’accusa neanche troppo velata:

 

C’era quel giornaletto di quel tal Cortese che mi dava fastidio più di una volta al mese/Allora io che son potente e smaliziato sapete che faccio? insisto e  lo caccio… /In cambio, mi pare naturale, faccio passare l’area industriale./Perché qui c’è poco da fare, io per governare non posso che barare”.

 

Il riferimento è alla Tribuna Novarese, bisettimanale d’ispirazione leghista, fondato e diretto per oltre 20 anni da Beppe Cortese, oggi capo della segreteria di Roberto Cota. All’indomani delle elezioni regionali, il neo governatore lo chiama a Torino e lui passa lo scettro a Eugenio Di Maio, un suo fedelissimo. Dall’oggi al domani, però, i vertici del giornale sono stati silurati e costretti a recuperare gli effetti personali in uno scatolone prima di togliere il disturbo. Così aveva deciso il proprietario della testata, Fabrizio Bertola, un industriale del territorio che opera nel campo della logistica. “E’ il nuovo ordine” è la tesi dei leghisti, umiliati in quella che fino allo scorso anno era la loro roccaforte. Il giornale scende da due uscite settimanali a una e riduce la foliazione. Secondo quanto emergerebbe dalla filastrocca, la defemestrazione dei leghisti sarebbe stato adottato proprio per compiacere il primo cittadino, seccato per i continui attacchi di un giornale che in città vendeva circa 3 mila copie. Un atto di fedeltà al nuovo sindaco, che, secondo quanto si legge sarebbe tutt’altro che disinteressato. Per ora nessuna prova, solo illazione. Chi può sorvegli. Per gli amanti della poesia pubblichiamo per intero la filastrocca.  

 

«Governo per caso in questa città, ma me ne sto impadronendo a gran velocità

Brillante, belloccio, ma senza costrutto, in realtà non so che fare e  son già distrutto.

Piaccio alle donne e bacio i bimbi belli, ma senza alcuna arte e circondato da imbelli

Anniento chi mi si oppone e non ascolto ragione.

Vivo d’incarichi e prebende -  Brera, Negroni - tanto chi se la prende?

Ora purtroppo c’è sto mandato e tutti sanno quanto ho dichiarato.

Ma non mi scompongo ed anzi rilancio, “trasparenza” urlo tracotante,

tanto il popolo è bue ed ignorante

C’era quel giornaletto di quel tal Cortese che mi dava fastidio più di una volta al mese

Allora io che son potente e smaliziato sapete che faccio? insisto e  lo caccio…

In cambio, mi pare naturale, faccio passare l’area industriale.

Perché qui c’è poco da fare, io per governare non posso che barare

Non vorrete mica che in giro si sappia quanto son scarso e quanto poco faccia

Basta qualche delibera ogni tanto, due foto sui giornali, qualche  

parola.. dicon che me le scrivono gli altri e questo m’addolora.

Finirà prima o poi - san Gaudenzio - sto mandato, e finalmente potrò fare il deputato.

Perché a Giordano io, sindaco per caso, ne son consapevole, mai riuscirò a bagnare il naso».

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