Unicredit prosciuga la cassa della Crt

La Fondazione si è svenata per l’aumento di capitale di piazza Cordusio. Nel bilancio 2011 avanzo di soli 7 milioni. Ma il fondo per le erogazioni rimane inalterato: 168 milioni

Si è svenata per far fronte all’ennesimo aumento di bilancio di Unicredit, istituto di cui è azionista con il 3,8%, ed ora i bilanci della Fondazione Crt ne risentono. L’esercizio 2011 di via XX Settembre registra infatti un avanzo di soli 7 milioni, contro 161 milioni dell’anno precedente. E al termine della recente ricapitalizzazione conta su una plusvalenza potenziale di 350 milioni.

 

«Il risultato risente principalmente delle perdite per svalutazioni e minusvalenze di cessione di attività finanziarie che si sono rese necessarie per concorrere alla provvista di risorse finanziarie da destinare all’aumento di capitale di UniCredit», spiega l’ente in comunicato, aggiungendo che «senza tali perdite il risultato di gestione sarebbe stato pari a 133 milioni».

A fine 2011 il patrimonio netto contabile della Fondazione ammonta a 1,9 miliardi, contro 2,9 miliardi, per la svalutazione del titolo UniCredit, il cui valore di carico al 31 dicembre 2011 era pari a 3,5 euro per azione. Dopo l’aumento di capitale il valore di carico è pari a 3,04 euro.

 

«La struttura del bilancio si conferma solida, con una plusvalenza implicita sulla partecipazione UniCredit che, sulla base del valori odierni, si attesta intorno ai 350 milioni di euro», commenta alla Reuter il segretario generale Angelo Miglietta. Oggi il tiolo Unicredit in borsa è trattato in area 4,25 euro. Attualmente il patrimonio netto contabile risulta «sostanzialmente allineato ai valori di mercato», spiega la nota. Le erogazioni complessive sono superiori a 65 milioni, a cui si devono aggiungere 7 milioni dalla Fondazione Sviluppo e Crescita. Il fondo di stabilizzazione delle erogazioni non è stato intaccato e si attesta sui 168 milioni di euro.

print_icon