Chierichetto Cota

250 euro per 18 mesi per non abortire. Volontari del Movimento per la Vita nei consultori (“E nessuna mamma ha mai rimpianto la scelta fatta di tenersi il proprio bambino. Invece diverse donne che avevano abortito, sono spesso diventate entusiaste operatrici dei Cav, centro di aiuto alla vita”, si legge sul sito dell Mpv), innalzamento delle fasce di reddito per poter accedere ai buoni scuola per le scuole paritarie, in gran parte cattoliche. 

 

Mai  come in questo periodo la Giunta Cota si inginocchia, sgrana il rosario e va a messa ad inseguire il presunto consenso del mondo cattolico o ecclesiastico.

 

Queste politiche trascurano il fatto che si potrebbe ingenerare il meccanismo delle finte volontà di aborto, che le donne che si recano in consultorio potrebbero assistere a comizi/speaker-corner sulla difesa della vita contro il diritto all’autodeterminazione, che  le scuole e l’università pubblica si sostengono grazie agli sforzi delle famiglie.

 

La strada è segnata, grazie ad un accordo tra il cattolicesimo opportunista della Lega e parte del PdL. Ma per una destra laica e liberale non c’è proprio spazio? Autorevoli e sagaci esponenti come il pidiellino Angelo Burzi e il presidente del Consiglio Valerio Cattaneo, non hanno nulla da obiettare?

 

Sembra proprio non esserci spazio in Piemonte per una destra che pur essendo proprio di destra su tasse, lavoro, economia sia favorevole a riforme (o libertà, se preferite) sui diritti che sono già assimilate dalla società, ma ancora inarrivabili per la politica.

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