SALA ROSSA

Appendino spegne i Cinque stelle

Il Comune di Torino fa cassa con gli oneri urbanistici. La sindaca impone il dietrofront al gruppo consiliare che manda giù il boccone indigesto in nome della realpolitik. Pd all'attacco: "Una porcata che vanifica un percorso virtuoso"

Una sola donna al comando. Chiara Appendino ordina e il gruppo Cinque stelle esegue. Rimangiando il pronunciamento della Sala Rossa del 28 novembre scorso con cui la maggioranza pentastellata impegnava sindaca e giunta a non utilizzare gli oneri d’urbanizzazione per finanziare la spesa corrente, ha oggi rivendicato la necessità di annullare con urgenza la mozione e di poter così utilizzare i proventi delle concessioni edilizie. Decisione motivata dalle “mutate condizioni”. “A questa maggioranza, a questo Comune e a questa amministrazione deve essere chiaro qual è il nostro orizzonte: mettere in sicurezza la città e i suoi conti anche con scelte dolorose e sofferte”, ha spiegato chiudendo la discussione sulla delibera arrivata oggi in aula e la cui votazione è stata rimandata alla prossima seduta per discutere i circa 200 emendamenti presentati dal capogruppo della Lega Nord Fabrizio Ricca.

Un'operazione da 12 milioni di euro (su un conto economico di 1,3 miliardi) con cui si rinnega probabilmente l’unica piattaforma ideale condivisa di un movimento che per sua natura non è né di destra né di sinistra, ovvero quella sensibilità ambientalista che è a monte di tutte o quasi le più significative battaglie dei Cinquestelle, dal no all’inceneritore all’opposizione al Tav, dai rifiuti zero allo stop al consumo del suolo. E per questo il provvedimento in questione risulta ancor più indigesto, perché per dirla con uno slogan utilizzato in passato dal M5s si farà cassa con il cemento, con gli oneri, cioè le risorse, che pioveranno giù dall’edificazione di un palazzo o di un supermercato. 

“Rispetto al bilancio previsionale 2016 le condizioni sono cambiate”, ha aggiunto Appendino spiegando che rispetto a quel documento finanziario mancano oggi “circa 100 milioni, a cominciare da 44 milioni di utili di avanzo usati in spesa corrente e che oggi non abbiamo più”. Una situazione difficile che neppure l’assessore al Bilancio Sergio Rolando in una imbarazzata relazione è riuscito a motivare politicamente, lasciando la patata bollente alla prima cittadina. “Partiamo già con 44 milioni in meno, a cui si aggiunge, fra le altre cose, la necessità di coprire i mutui di Gtt e InfraTo per circa 30 milioni”. Appendino ha quindi osservato che “bisogna partire da un dato di fatto, che i conti della Città sono in difficoltà e quindi sì, useremo gli oneri di urbanizzazione, una scelta difficile di cui mi assumo la responsabilità ma fatta in un contesto di cui anche qualcun altro ha responsabilità”.

La discussione in aula diventa a tratti ruvida, il capogruppo Pd Stefano Lo Russo accusa l’amministrazione di far filtrare “veline” per preparare il campo alle “porcate politiche di questa giunta”.   Uno scontro, quello sullo stato finanziario di Palazzo civico, che vede fronteggiarsi l’attuale e la precedente amministrazione, senza esclusione di colpi bassi tirando in ballo rilievi della Corte dei conti “provvidenzialmente” fatti uscire alla vigilia della seduta. E se il numero uno dem Lo Russo è stato durissimo tornando a bollare come “porcata” l’atto della giunta “senza precedenti, difficile da giustificare politicamente, una vergogna contabile che vanifica un percorso virtuoso che avevamo avviato”, una difesa d’ufficio è giunta dall’esponente grillino Alberto Unia: “Abbiamo un progetto per cui i cittadini ci hanno votato e a cui non rinunceremo, che ha come obiettivo primario il bene e i bisogni della collettività non le logiche di partito. Ora, proprio pensando alla città, questo progetto va rimodulato anche mettendo in discussione decisioni prese ma non i nostri valori”. Ideali messi a dura prova dalla realtà dei fatti.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    10:56 Martedì 28 Febbraio 2017 Moby72 Il vero M5S.

    Il caso torinese d'parte sembra essere la vera declinazione dell'ideale di governo del M5S. Un'oligarchia retta dal consenso di personaggi di spessore politico irrilevante, che approvano bovinamente qualunque cosa il guru di turno proponga, pena l'espulsione immediata e l'amaro ritorno alla vita civile...

  2. avatar-4
    10:19 Martedì 28 Febbraio 2017 enzar E che non si sapeva anche prima ?

    Questa storia o meglio questa storiella, visto che non cambia mai, dei conti in passivo ereditati dalle precedenti amministrazioni è sempre la stessa. Ma durante l’amministrazione Fassino la Appendino non era consigliera comunale e quindi come opposizione non doveva controllare ? Ho letto che come consigliera comunale pare abbia anche votato l’approvazione del precedente bilancio comunale, e allora cosa si va ad imparare alla Bocconi, poteva restare a Torino per studiare economia. Comunque non è questo che mi preoccupa di più ma quello che Appendino non sta promettendo alle periferie di Torino che tanto gli hanno creduto ma non lo faranno mai più.

  3. avatar-4
    09:17 Martedì 28 Febbraio 2017 dedocapellano ....e Grillo tace?!

    Il sindaco Appendino tradisce regolarmente il M5S e gli elettori che le hanno dato il voto per "cambiare registro", ma accontenta il "sistema Torino" che è nel suo DNA di famiglia....... e Grillo non dice niente?

  4. avatar-4
    09:17 Martedì 28 Febbraio 2017 dedocapellano Grillo non dice niente?

    Il sindaco Appendino tradisce regolarmente il M5S e gli elettori che le hanno dato il voto per "cambiare registro", ma accontenta il "sistema Torino" che è nel suo DNA di famiglia....... e Grillo non dice niente?

  5. avatar-4
    09:07 Martedì 28 Febbraio 2017 Moby72 Mutate condizioni?

    Coprire spesa corrente con entrate straordinarie è una "porcata" contabile, farlo con gli oneri dei tanto vituperati (in campagna elettorale) consumo di suolo e cementificazione è una "porcata" politica. Misteri dell'ambientalismo grillino...

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