CONGRESSO PD

“Da non renziano sto con Renzi”

Il sostegno "condizionato" all'ex premier di Esposito, esponente di spicco dei turchi. "In gioco non c'è solo il ruolo di segretario del Pd ma la guida del Paese". Ma chiede discontinuità e maggiore condivisione delle responsabilità

“Non ero, non sono e mai sarò renziano. Ma al congresso sosterrò Matteo Renzi, perché con le primarie non si sceglie solo il segretario del partito, ma anche il candidato premier”. Quindi, se la scelta fosse stata solo sul segretario… “Se fosse così voterei Andrea Orlando. Ma così non è, le regole sono queste e su queste bisogna ragionare e decidere”. Il ragionamento di Stefano Esposito, parlamentare torinese schierato con Gianni Cuperlo al precedente congresso, esponente di spicco dell’ormai disciolta componente dei giovani turchi (una parte rimasta sul fronte filo-renzi con Matteo Orfini, l’altra con il ministro della Giustizia), di certo non è stato breve e la decisione è arrivata dopo un lungo travaglio. Molti aspettavano di vedere dove si sarebbe collocato nella partita congressuale, li ha fatti attendere parecchio.

Decisione difficile? “Certamente sì. Ribadisco, sia per stima e amicizia personale, sia per valutazione politica si fosse trattato di eleggere il segretario, Andrea avrebbe avuto il mio sostegno. Ma lo scenario è diverso: le primarie indicano il candidato premier e Renzi, è ora che ognuno di prenda la propria parte di responsabilità, è la figura che per la guida del governo riscuote ancora il consenso maggiore. E l’Italia ha bisogno di un fronte riformista che fermi e sconfigga destre e populismi”.

Non corre il rischio di passare per quello che dichiara di non essere e guardarsi dal diventarlo, renziano insomma? “Credo proprio di no. Lascio questa incombenza o piacere a chi è tale dalla prima ora, o dalla seconda. Di mio ci metto, come sempre la faccia e l’intelligenza di cui dispongo. Come, del resto, ho sempre fatto, al contrario di alcuni renzianissimi che se la davano a gambe quando i giochi si facevano pesanti”. Passando spesso per uno che pur stando nel coro, spesso canta al di fuori. Non è così? “Se questo significa metterci la faccia, dire cose che altri non dicono, va bene cantare fuori dal coro”. Lo farà anche in questi mesi da qui al congresso? “Io ho fatto una scelta, ribadisco non facile e parecchio sofferta anche per il rapporto che mi lega con Orlando e credo continuerà a legarmi, ma attenzione: la mia non è una scelta acritica. Il contrario: alla mia presa di posizione voglio che corrispondano dei cambiamenti. Deve cambiare Renzi nella sua concezione e gestione del partito, perché così com’è oggi non funziona, non va bene e di questo abbiamo pagato prezzi pesanti, incominciando dalle amministrative. Certo non solo per colpa di Renzi ma in questi anni si è andati peggiorando, come testimonia l’abbandono degli iscritti, oltre che degli elettori. Io voglio un Pd forte, con una classe dirigente selezionata per capacità e merito e non per fedeltà al capo o per numero di tessere”.

Questi cambiamenti che chiede a Renzi suonano come delle condizioni. “E lo sono. Condizioni politiche che io pongo perché va profondamente cambiata questa logica autoreferenziale: il vedere sempre i soliti nelle gestione del potere, spesso fine a se stesso, ha prodotto disastri sia a livello nazionale, sia a livello locale. Si tratta di un cambiamento cruciale e indispensabile perché dovrà incidere anche sul futuro governo del Paese. A Renzi io chiedo che questo congresso segni una profonda discontinuità”.

Senatore lei chiede, ma se Renzi non rispondesse? “Se dovessi vedere che si continua con le stesse logiche, ovviamente farei le mie riflessioni e trarrei le debite conclusioni”. Prima dell’elezione del nuovo segretario?  “Ovvio. Dopo sarebbe inutile. Non si tratta di fare il bastian contrario, ma dire come ho sempre fatto quello che penso. Di certo non starò zitto e se vedrò cose che non mi convincono…”. Torna sulle sue decisioni? “Spero davvero di non doverlo fare, ma non tanto e non solo per me, quanto per il Pd e per il Paese”.

Ipotizziamo che Renzi la ascolti e risponda in maniera concreta: questa sua decisione anche se sofferta la vede sul fronte opposto a quello del suo amico e fino a ieri compagno di componente che, peraltro, in Piemonte ha visto la stragrande maggioranza dei parlamentari ex turchi restare con il ministro. Separazione lacerante? “Per me, inutile negarlo, sì. Non ho mica passato giorni a riflettere per nulla. Ho cercato fino alla fine di tenere unita la corrente. Le cose sono andate diversamente, ma il mio rapporto con Andrea come con gli amici che hanno scelto di appoggiarlo non è cambiato e, per me, non cambierà. Resto convinto che la sua sia una candidatura molto utile, seria. Diversa quella di Michele Emiliano: una candidatura antitetica allo stesso Partito democratico”. E poi strizza l’occhio ai Cinque Stelle, ha pure chiesto i voti agli elettori di Grillo. “Quello di Emiliano è un grillismo che io ho sempre combattuto, anche quando qualcuno nel Pd definiva i grillini dei compagni che sbagliavano. Perché c’erano nel Pd quelli che dicevano questo. Come quelli che mi rimproveravano di essere poco di sinistra perché ero e sono a favore della Tav. Tornando a Emiliano, dico che il Pd non ha bisogno di neogrillini”.

Di tante altre cose, a sentirla, invece il Pd avrebbe necessità. “Di certo non c’è bisogno di un partito ridotto a comitato elettorale. Si è visto come questo produca soltanto guai”. Senatore Esposito, i cambiamenti che lei chiede a Renzi pur sostenendolo, assomigliano parecchio a quelli indicati come necessari anche dal presidente della Regione Sergio Chiamparino. Siete in sintonia? “Sarebbe una delle rare volte. Con Sergio non ci siamo quasi mai trovati dalla stessa parte, se in questo caso accade ne sono contento”.

Le vicende giudiziarie finiranno con il pesare sul congresso? “Credo e spero di no”. Cuperlo ha chiesto un passo di lato al ministro Luca Lotti. “Se fossi in Lotti prenderei in considerazione l’ipotesi solo ne caso dovessero emergere ipotesi di reato più pesanti, ma non credo succederà. Noto anzi che la magistratura sta operando con rapidità ed ha anche assunto provvedimenti per evitare fughe di notizie”.

Concludiamo tornando al congresso. Renzi ha annunciato il ticket con Maurizio Martina, una buna mossa? “Si, ma non si risolve con una persona il problema. Occorre una condivisione ampia, una partecipazione che ci porti fuori dalla disaffezione che molti ci hanno dimostrato e a cui un partito deve saper rispondere in maniera concreta, efficace”. Se Renzi non lo facesse, se non ascoltasse il non renziano Esposito che però lo appoggia? “Esposito che oggi sostiene Renzi, come del resto ha sempre fatto con lealtà e spirito critico, farebbe le sue valutazioni. Ma voglio sperare che non sarà necessario. Ripeto, più che per me, per il Pd e per il Paese”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    15:05 Lunedì 06 Marzo 2017 dedocapellano Due misure per lo stesso peso.......

    Quello che sta venendo fuori sul Giglio Magico, a torto o ragione è molto vicino a quello che veniva imputato alla "Madonnina Magica" di Silvio Berlusconi..... mi sembra che allora il PD non fosse così "garantista" come lo è oggi!

  2. avatar-4
    19:07 Domenica 05 Marzo 2017 silvioviale Don Renziano

    Come direbbe Catalano i \"renziani\" sono quelli che stanno con Renzi. Poi ognuno ha le sue motivazioni. Io ero renziano, ho firmato per Renzi e resto renziano ... da radicale. Bravo Stefano!

  3. avatar-4
    18:30 Domenica 05 Marzo 2017 seric Bravo Esposito

    Bravo Stefano, avrai tanti difetti ma sei uno che ci mette la faccia sempre e comunque. Per questo vai rispettato

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