Il cinema subalpino va a farsi benedire

Sabato messa solenne celebrata da un alto prelato vaticano. Ufficialmente si commemora Prolo, la fondatrice del Museo, ma visto i tempi che corrono c’è chi teme che si suoni il requiem

Sabato 3 marzo alle 11 presso la chiesa di San Lorenzo in piazza Castello ci sarà una messa in ricordo di Adriana Prolo, la fondatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino. E' un appuntamento che ogni anno viene organizzato da Giovanni Zanetti, già vicepresidente del Museo, esponente di punta della Compagnia di San Paolo e amico personale della Prolo, ma che quest’anno assume un significato particolare.

 

A officiare la funzione sarà infatti monsignor Dario Viganò, grande esperto della settima arte per il Vaticano: presiede l’Ente dello Spettacolo e la storica Rivista del Cinematografo, insegna cinema all’Università ed è consigliere del Centro Sperimentale di Cinematografia. Alla messa, cui sarà presente tutto lo stato maggiore del sistema cinematografaro torinese (e sarà interessante registrare assenti e presenti), ha preannunciato la partecipazione l’assessore regionale Michele Coppola e Viganò ha già dichiarato che nell’omelia parlerà molto del cinema a Torino.

 

Insomma, una specie di riunione di famiglia sotto l’egida della chiesa e in nome di una personalità che tutti riconoscono come fondamentale per la storia del cinema a Torino. Una storia che ha vissuto momenti di gloria, lunghi periodi di oblio, ma che ultimamente è ridiventata fondamentale nella vita culturale cittadina, tanto da essere un modello riconosciuto e studiato un po’ da tutti. Siccome però l’immediato futuro, almeno sulla carta, non sembra poi così roseo (tra tagli, difficoltà, doppi incarichi e una certa stanchezza di fondo), ecco che una riflessione può essere molto utile. Soprattutto se unita a una solenne benedizione, della quale il sistema cinema sembra avere un gran bisogno.

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