TRAVAGLI DEMOCRATICI

Chiamparino fuori dall’assemblea Pd

Ultime ore per comporre le liste a sostegno dei tre candidati alle primarie. In ballo c'è un posto nel parlamentino del partito. Il governatore declina l'invito. Emiliano cerca aiuto per le firme. Renziani della prima ora in fibrillazione

L’allarme è scattato ieri, durante la convenzione provinciale di Torino in cui i sostenitori di Michele Emiliano hanno chiesto apertamente un aiuto per raccogliere le firme, altrimenti il governatore della Puglia rimarrà senza lista alle prossime primarie del Pd. “Più che un allarme è una constatazione matematica – dica Pino Catizone, coordinatore regionale della mozione -. Ci servono 600 sottoscrizioni, più dei voti presi. Abbiamo chiesto uno spazio di agibilità politica che mi pare verrà concesso”. Avrebbero garantito i renziani, soprattutto di sponda fassiniana.

Firme, natiche da accontentare e posti che sono sempre troppo pochi: sono giorni complessi per il Partito democratico dove pochi “fortunati” hanno l’ingrato compito di comporre un delicato puzzle tenendo conto della questione di genere (in ogni lista si devono alternare un uomo e una donna), delle fameliche correnti e di questioni territoriali; in ballo ci sono i 70 posti spettanti al Piemonte per l’assemblea nazionale, una sorta di parlamento del partito, distribuiti proporzionalmente in base ai risultati delle tre mozioni. Il termine per la presentazione delle liste è lunedì. Una curiosità: tra i nomi, in gran parte prevedibili, spiccano due assenze: quelle di Sergio Chiamparino, che, a quanto pare, ha gentilmente declinato l'invito e Mercedes Bresso.

I RENZIANI. C’è già chi si lamenta, tra i renziani, dove quelli della prima ora sono sul piede di guerra per la possibile esclusione dell’ex segretaria del Vco Antonella Trapani e dell’inserimento di Davide Ricca a Torino e Andrea Ballarè a Novara nei posti di rincalzo. Le componenti da accontentare sono sostanzialmente tre: quella di Piero Fassino, collegata a livello nazionale con Maurizio Martina (al cui interno convivono sub-correnti come quelle capeggiate da Mauro Laus e Salvatore Gallo più qualche monade sparsa) e l’area di Davide Gariglio (con dentro i “giovani” di Daniele Valle, gli ex bindiani di Mauro Marino, i catto-dem di Stefano Lepri e i pionieri del renzismo di Ricca). A loro si sono recentemente aggiunti gli ex Giovani Turchi che hanno seguito nelle dinamiche nazionali Matteo Orfini, scegliendo Renzi e non Orlando.

Nel capoluogo sono blindati i due capilista: Fassino e Gariglio, seguiti rispettivamente da Nadia Conticelli, Mauro Laus e Monica Canalis (nel collegio della zona Nord) e da Roberta Meo, Raffaele Gallo e Gabriella Pistone, nei quartieri a Sud. Questi sono i sicuri, mentre per permettere di entrare anche al già citato Ricca e al “turco” Luca Cassiani, Renzi dovrà ottenere un risultato vicino al 65%.

In Valsusa dovrebbe spuntarla il senatore Stefano Lepri (davanti a Magda Zanoni) mentre il segretario Fabrizio Morri - al rientro sulla scena pubblica con una relazione di cinquanta minuti, dopo il malore che lo colpì a Roma durante l’ultima assemblea nazionale - guiderà la pattuglia renziana sul collegio della Cintura Nord (Settimo) seguito da Caterina Greco. Per provare ad accontentare tutti i renziani hanno anche istituito un tavolo operativo coordinato da Gioacchino Cuntrò assieme a Conticelli (area Fassino), Valle (Gariglio) e Cassiani (Turchi). Ancora ieri sera, a margine della convenzione provinciale alla Gam, non sono sfuggiti, appartati al tavolino, Cuntrò e Valle a cercare di risistemare alcune caselle rimaste in sospeso. Nel collegio della cintura sud a capitanare la lista ci saranno il senatore Mauro Marino e la nichelinese Carmen Bonino, mentre risulta “trombato” l’ex sindaco di Moncalieri Angelo Ferrero, tra i pochi ad aver sostenuto l’ex premier sin dal suo esordio nel 2012. Nel collegio che comprende l’hinterland a Ovest di Torino guidano la formazione renziana il segretario di Collegno Antonio Garruto, davanti a Paola Bragantini e a Matteo Cavallone. Nel Canavese la prima in lista è la deputata Francesca Bonomo, poi Stefano Esposito, Elisabetta Ballurio e Beppe Pezzetto.

Anche negli altri cinque collegi del Piemonte il mosaico si sta componendo. A Cuneo, tra le province storicamente più fedeli all’ultimo segretario dem, i candidati sicuri dovrebbero essere i parlamentari Chiara Gribaudo (vicina a Orfini) e Mino Taricco, seguiti da Marta Giovannini e Momo Di Caro. Ad Asti posti in lista certi per Angela Motta, Fabrizio Brignolo e Maria Ferlisi. A Novara e Vco la testa di lista dovrebbe essere composta da Enrico Borghi, Franca Biondelli, Matteo Besozzi, Ilaria Cornalba e solo quinto Ballarè (che ha rischiato di finire addirittura sesto) mentre ad Alessandria in pole position c’è il sempiterno Paolo Filippi. Un terzetto al comando nel collegio di Vercelli e Biella con il turco Andrea Pacella, Nicoletta Favero e il biellese Rinaldo Chiola.

GLI ORLANDIANI. Nell’area del Guardasigilli - galvanizzata per il risultato ottenuto ai congressi in Piemonte, di sette punti superiore alla media nazionale - le trattative per le candidature si intrecciano con i lavori per la preparazione della conferenza programmatica di Napoli. Quattro le correnti in campo: gli ex Turchi rimasti fedeli a Orlando, i cuperliani di Andrea Giorgis, il gruppetto di Cesare Damiano e l’agguerrita componente degli ex civatiani di Daniele Viotti. Il modus operandi stabilito dal coordinatore regionale Enzo Lavolta è stato quello di valorizzare i più giovani e gli amministratori locali, inserendo i tanti parlamentari a sostegno della mozione in seconda posizione nelle liste. Su Torino, per esempio, le due teste di lista potrebbero essere composte da Chiara Foglietta e Giorgis da una parte e Fabio Malagnino e Anna Rossomando, dall’altra. Tra coloro che dovrebbero strappare l’elezione sicura spiccano Claudio Cerrato (cui potrebbe cedere il suo posto lo stesso Lavolta), Alice De Ambrogi, consigliera comunale a Verbania, considerata l’artefice dell’exploit di Orlando nel Vco, Elena Piastra a Settimo, Domenico Rossi a Novara, Giorgia D’Errico a Moncalieri, Maurizio Piazza – fortemente sponsorizzato da Giusi La Ganga – a Moncalieri, Domenico Ravetti ad Alessandria. Nel Pinerolese i cuperliani dovrebbero riuscire a garantire Giorgio Merlo, mentre nel collegio di Ivrea c’è Domenico Capirone con Gianna Pentenero al secondo posto. A Cuneo dopo essere stata valutata l’opzione Cesare Damiano la scelta è andata sulla senatrice Patrizia Manassero. Anche qui c’è chi sgomita e chi si mette a disposizione come tre parlamentari che avrebbero addirittura messo a disposizione il loro inserimento in posizioni eleggibili, come Elena Fissore, Daniele Borioli ed Elena Ferrara. Tutti gli altri deputati e senatori dovrebbero entrare in seconda posizione.

IL GRUPPO EMILIANO. Se, come pare, alla fine anche Michele Emiliano riuscirà a presentare tutte le liste in Piemonte è verosimile immaginare che piazzerà in assemblea un pugno di fedelissimi (del suo coordinatore regionale Catizone, il quale, peraltro, non dovrebbe candidarsi). Tra questi dovrebbero esserci Raffaele Riontino, Roberto Salerno, Erica Santoro, Alessandro Nigro, Michele Lapietra, Joseph Gianferrini e Guido Ruffinatto.

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