A pranzo andiamo a insultare i caramba

Mister “pecorella” e i suoi colleghi stazionano tra blocchi e presidi. Sono dipendenti dell’Acsel, multiutility No Tav della Valsusa, ma c'è il sospetto che passino le loro giornate solo a manifestare

In pausa pranzo tutti insieme a protestare. O meglio a inveire contro le forze dell'ordine. E non importa se di fronte ci siano carabinieri o giornalisti, la missione è la stessa. Come non ricordare Marco Bruno, che alcuni giorni orsono provocava irridente un carabiniere, faccia a faccia, dandogli della “pecorella”. «Quella maschera la tieni anche per dare i bacini alla tua fidanzata? Per non attaccarle le malattie?». E poi on line le foto con lui martire fermato dalle forze dell’ordine e poco dopo rilasciato. Giovedì era già di nuovo al presidio, assieme ai colleghi dell’Acsel, azienda partecipata da 37 comuni della Valsusa, che offre servizi dall’assistenza scolastica alla raccolta rifiuti. Loro stanno dalla sua parte e lo descrivono come un bravo ragazzo, idealista e senza grilli per la testa: «Rinunciamo alla pausa mensa per venire qui a difendere la nostra terra».

 

Certo devono essere pause mensa piuttosto lunghe, dal momento che quei signori, secondo quanto riportato anche sul gruppo Facebook dei Democratici di Avigliana, «stazionano sovente presso presidi e blocchi vari». Si legge ancora: « Un loro furgone è stato di recente fermato in area “calda” e perquisito dalle forze dell’ordine alla ricerca di oggetti “vari”. Il mezzo è impiegato nella raccolta rifiuti per la ex municipalizzata, l’Acsel, di cui è consigliere di amministrazione il capo delle liste civiche no tav su nomina del comune di Avigliana». La persona a cui si fa riferimento nel passaggio è Luigi Casel, da Bussoleno, tra i personaggi simbolo della protesta in Valle, indicato non solo da Avigliana, ma da tutti i comuni della valle.

 

«Lo stesso “giro” – si legge ancora - immaginiamo sempre in pausa pranzo, ha effettuato un blocco presso l’Hotel Ninfa di Avigliana reo di ospitare le forze dell’ordine. Ha poco da lamentarsi l’alta valle questa di questi giorni non è violenza è politica turistica… e se ci sono cassonetti dati alle fiamme non si tratta di sabotaggio ma di lavoro pagato con la tassa rifiuti di tutti i cittadini». Non sfugga un altro legame tra l’azienda e il movimento: il presidente di Acsel, infatti, è Fabrizio Zandonatti che assomma questo incarico a quello di amministratore delegato di un’altra partecipata dedita alla raccolta rifiuti, come il Cidiu, consorte dell’avvocato Erika Liuzzo, studio a Susa, tra i più agguerriti membri del legal team che difende i No Tav. Che qualcuno chiuda un occhio durante queste eterne pause pranzo? «Conoscendo l’amministratore delegato Paolo Borbon tenderei a escluderlo, si tratta di una persona integerrima che fa lavorare i propri dipendenti» dice un sindaco valsusino non certo vicino al movimento No Tav. I dubbi restano.

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