Costa, dimissioni con mistero

Il vecchio liberale lascia il Consiglio Regionale. A causa della malattia provvedono i famigliari, suscitando dubbi sulla procedura. Subentra l’assessore Casoni che si tiene stretto lo scranno

Raffaele Costa si dimette dal Consiglio regionale del Piemonte. Assente dall’aula ormai da parecchi mesi, l’aggravarsi della malattia ha indotto i famigliari del politico cuneese a inoltrare la domanda di dimissioni all’attenzione di Valerio Cattaneo, presidente dell’assemblea piemontese. L’inusuale procedura – una pratica “per procura” – è ora al vaglio degli uffici di Palazzo Lascaris chiamati ad esprimersi sulla validità di un atto che presenta più di una difficoltà nell’accertare la reale volontà del consigliere, a quanto sembra, impossibilitato a esprimersi in prima persona. Questioni di forma giuridica che potrebbero inficiare (e rendere contestabile e quindi impugnabile) il procedimento, e i precedenti in materia inducono al massimo scrupolo.

 

Una volta chiarita la questione, prima in seno alla Giunta delle elezioni e poi con il voto dell’aula, avverrà la surroga con il primo dei non eletti. Si tratta di William Casoni, attuale assessore al Commercio, che manterrà lo scranno per impedire l’ingresso in Consiglio di Giuseppe Lauria, consigliere al Comune di Cuneo. Nelle intenzioni dei vertici regionali del Pdl, artefici di un’incalzante pressing sul figlio, il parlamentare Enrico Costa, le dimissioni dell’ex ministro liberale servono a ristabilire gli equilibri iniziali all’interno del gruppo e dell’assemblea regionale, entrambi in balia delle incursioni dei “dissidenti”. Insomma, un voto in più per continuare la navigazione… sottoCosta.

print_icon