Bugnano ha un’opinione: No Tav

La senatrice dell’Italia dei valori sposa il voltafaccia di Di Pietro e dichiara di essere sempre stata contraria alla Torino-Lione. Ma ai colleghi parlamentari aveva sempre lasciato credere il contrario

Il voltafaccia sulla Tav di Antonio Di Pietro semina il panico tra le seconde e terze file piemontesi dell’Italia dei Valori. Vittima di quest’incalzante nervosismo è la senatrice Patrizia Bugnano che è stata colta alla sprovvista dal repentino dietrofront del suo leader che, va ricordato, da ministro dei Lavori Pubblici del governo Prodi, è stato l’inventore del cantiere di Chiomonte, proprio quello che ora contesta. Da brava ausiliaria del manipolo dipietrista anche la Bugnano si è affrettata a esprimere urbi et orbi di non essere mai stata favorevole alla Torino-Lione. Anzi, che non vi è traccia di alcuna sua dichiarazione in tal senso. La Bugnano, nota alle cronache non certo per le sue prese di posizioni politiche, ma per aver assunto, da avvocatessa, la difesa di due protagoniste dei bunga bunga berlusconiani, in verità non ha mai neppure partecipato ad alcuna iniziativa di opposizione dell’opera accreditandosi presso i suoi stessi compagni di partito e con i colleghi parlamentari – che, infatti, confermano – come interprete “ragionevole”. Evidentemente tutti, e non solo lo Spiffero (come la signora sguaiatamente e con tanta arroganza lamenta), si sono sbagliati.

 

Comunque stiano le cose, c’è un dato positivo: che finalmente abbiamo potuto registrare  un’opinione politica della senatrice in questione, e non il solito comunicato stampa a rimorchio di altri. Specie della sua dolce metà, il capogruppo a Palazzo Lascaris Andrea Buquicchio, cui deve, dopo essere passata come una meteora in un assessorato in Provincia, lo scranno a Palazzo Madama. È la dura legge della meritocrazia.

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