Cota sbatte la porta in faccia ai precari

La decisione è comunicata in una lettera indirizzata al ministro Patroni Griffi: “Non ci sarà nessun percorso di stabilizzazione”. E quando pensa di farlo sapere ai diretti interessati?

MANIFESTAZIONE dei precari

Chissà da quanto tempo aveva preso la (sofferta) decisione. E soprattutto chissà quando aveva intenzione di comunicarlo ai diretti interessati. Il governatore Roberto Cota ha ufficialmente scaricato gli oltre 200 precari in attesa di stabilizzazione, ancora oggi impiegati presso la Regione Piemonte. Lo si legge chiaramente in una lettera - scarna nella prosa, quanto limpida nel significato - inviata il 2 marzo scorso al ministro della Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi: «Le disposizioni legislative nazionali in materia di pubblico impiego, concernenti il contenimento della spesa pubblica, hanno impedito di individuare un percorso di stabilizzazione del personale precario».

 

Una risposta secca, quasi piccata, a colui che il 24 febbraio, in seguito a una segnalazione della collega di governo Elsa Fornero, giunta dopo l'incontro tra il ministro del Lavoro e una delegazione dei precari della Regione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Ateneo subalpino, aveva inviato una missiva al governatore nella quale manifestava la propria disponibilità «ad acquisire gli elementi sulla vicenda che vorrà fornirmi o a svolgere un incontro di approfondimento sulla tematica». Insomma il ministro ha teso la mano, ma dall’altra parte si è visto la parta sbattuta in faccia. A lui, e soprattutto ai precari.

 

Alla fine, dunque, la giunta regionale non ha ritenuto opportuno investire gli 8 milioni necessari per contrattualizzare a tempo indeterminato i precari assunti dalla precedente amministrazione, con la promessa, dopo tre anni, che il loro impiego si sarebbe trasformato a tempo indeterminato. Il loro contratto scadrà nel luglio di quest’anno e il ddl 158, lo strumento legislativo attraverso il quale sarebbero dovuti essere assunti è ormai dimenticato sotto faldoni di altri documenti giudicati prioritari: quel che rimane è la consapevolezza dei 209 precari della Regione che il loro contratto non verrà rinnovato e che per loro la permanenza negli uffici di piazza Castello è ormai agli sgoccioli.

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