Le piciate dei consiglieri padani

Il Carroccio della Provincia di Torino propone il “Bordellicipio”, per riaprire le case di tolleranza e garantire maggiore sicurezza alle prostitute. “Anche Saitta nella nostra associazione”

 

BORDELLICIPIO

Proprio mentre un intero paese rischia di andare a puttane, ecco la Lega Nord occuparsi di prostituzione. Ovviamente a suo modo, con le parole d’ordine tipiche della colorita accozzaglia padana, i suoi slogan e il proprio inconfondibile stile da bar sport. L’ultima uscita è quella del “Bordellicipio”: un’espressione colorita per evocare la nascitura associazione che si batterà per la riapertura delle case di tolleranza. Una organizzazione che sta nascendo nel comune canavesano di Lombardore per occuparsi dell’annosa questione legata all’esercizio della più antica professione del mondo (dopo quella giornalistica), e poi proprio alla vigilia dell’8 marzo, la festa delle donne.

 

“Un’iniziativa pensata per eliminare dalla strada la prostituzione (assai frequente soprattutto sulle strade provinciali), preservando quindi la salute delle donne spesso costrette con  la forza a questo tipo di attività, sia per attivare un fronte di legalizzazione anche fiscale della questione” si legge nel testo di una nota prodotta dal gruppo provinciale, che ha ritenuto la proposta talmente meritevole da convincere anche il consigliere provinciale di Torino Cesare Pianasso, assieme ai colleghi Alessandro Albano e Giovanni Corda, a presentare una mozione sul tema a Palazzo Cisterna. Nel documento viene anche chiesto al presidente Antonio Saitta di unirsi a Bordellicipio e di farsi promotore presso il governo nazionale di iniziative volte a modificare l'attuale legge.  

print_icon