ANGUSTA TAURINORUM

Un piano per una piccola Torino

L’amministrazione grillina avvia la revisione del Prg. L’assessore Montanari: “La città in 22 anni è cambiata, dovrà essere policentrica”. L’ex sindaco Fassino critica la visione rassegnata, segnata dal ridimensionamento demografico

Approda in Sala Rossa la delibera di indirizzo che avvierà un processo di revisione del Piano regolatore di Torino. “Non riteniamo di rifare un piano regolatore, ma di fare una manutenzione forte di quello esistente. Qualcuno ci contesta, accusandoci di pensare ad una Torino più piccola, non e così e non è questo il tema” ha spiegato in aula l’assessore all’Urbanistica e vice sindaco, Guido Montanari. “il Comune non ha il tempo e le risorse per fare un nuovo piano regolatore”, peraltro uno strumento ritenuto da Montanari piuttosto datato, perciò si è deciso di apportare profonde modificazioni a quello ancora in vigore, redatto 22 anni fa e pensato per una città con caratteristiche e proiezioni decisamente differenti.

Difendere le aree verdi libere, “ma anche le zone produttive dovranno continuare ad essere tali” e pensare ad una mobilità “sostenibile”: questo in estrema sintesi il perimetro entro il quale verrà fatto il tagliando al piano regolatore del capoluogo piemontese che “dovrà essere policentrica” ha spiegato Montanari. Un percorso che vedrà coinvolti i principali soggetti istituzionali ed economici: “Ora inizia una stagione di discussione ampia e costruttiva nelle circoscrizioni. Sentiremo ordini professionali, università, politecnico e le associazioni che si occupano di territorio e ambiente” ha concluso Montanari.

L’ex sindaco Piero Fassino, dai banchi dell’opposizione ha criticato la visione della nuova amministrazione che parte “dal ridimensionamento demografico della città, innegabile ma che a suo dire non “sarà permanente”. Dipende anche dalle scelte che farà l’amministrazione. “Condivido la necessità di fare una manutenzione al piano regolatore, ma occorre vedere quali siano gli obiettivi. Il rischio è che voi proponiate un piano per una Torino più piccola, che inneschi meccanismi che rimpiccioliscano la città. Vi segnalo che a tre quarti d’ora da qui c’è una città come Milano, oggi in grande spolvero dopo gli anni di crisi, che non ci permette di assestarci su un’idea di una Torino più piccola” ha attaccato l’ex inquilino di Palazzo civico. Quanto al dibattito che si aprirà sul piano, Fassino ha osservato che gli stakehokder “andavano coinvolti prima, per imbastire la delibera di indirizzo, e non ex post”. A giudizio di Osvaldo Napoli (Forza Italia) “si prospetta una decrescita di Torino, che diventerà la periferia di Milano”. Fabrizio Ricca (Lega Nord) ha attaccato il Montanari: “lei non ha una visione, non mi sembra un premio Nobel dell’Urbanistica. La delibera di indirizzo e' vuota e noi dobbiamo competere con città come Milano, Roma, Parigi". Il vicesindaco ha replicato precisando che si tratta di “una revisione e non di un piano strategico, che la nostra amministrazione farà più avanti. Nessuno qui vuol fare manifestazioni di principio sulla decrescita”.

print_icon