Pdl in panne, rimpasto congelato

Via libera (con qualche mal di pancia) al Piano Sanitario, nei tempi stabiliti da Cota. Rinviato a dopo le elezioni amministrative il riequilibrio tra gli alleati. Boniperti vice di Palazzo Lascaris

Il Pdl si piega al diktat di Roberto Cota. “Per responsabilità istituzionale” darà il suo sostegno, entro la deadline imposta dal governatore – ovvero il 31 marzo prossimo, ultima scadenza per nominare i nuovi direttori di Asl e Aso -, all’approvazione di un Piano socio-sanitario «non pienamente condiviso», come con un certo esercizio di diplomazia spiegano da via San Francesco d’Assisi i consiglieri azzurri. È questo l’orientamento emerso ieri nel corso dell’incontro tra una delegazione pidiellina e l’assessore Paolo Monferino. Molte sono ancora le riserve (dal sistema di governance al riassetto del 118, dalla distribuzione delle risorse all’istituzione dei servizi di medicina legale, al destino di alcuni presidi ospedalieri), ma nulla osta all’iter del provvedimento.

 

Una cosa è certa, quella che da oggi è all’esame dell’Aula non può più definirsi “riforma”, come pomposamente persiste a chiamarla Cota, bensì una semplice riorganizzazione del sistema. Il documento iniziale ha subito tali e tante variazioni da rendere persino arduo ravvisare una ratio, figurarsi intravvedervi un progetto organico, men che meno “rivoluzionario” (Cota dixit). «Lo approviamo perché la giunta ne ha fatto una questione di vita o di morte – puntualizza un consigliere di Esperienza Piemonte, la corrente lealista ai vertici regionali del partito -. Ubbidiamo per senso delle istituzioni e per lealtà di coalizione, ma sia chiaro che questo è l’ennesimo credito che maturiamo nei confronti del presidente e della Lega»

 

Ed è proprio sul fronte politico che si registra un sostanziale dietrofront dopo che la scorsa settimana il Pdl aveva nuovamente messo all’ordine del giorno il rimpasto dell’esecutivo, provocando l’irritazione del presidente che dal Congresso leghista si è affrettato a smentire ogni intenzione in tal senso. Ancora una volta il Pdl la dà vinta a Cota, decidendo di rimandare il riequilibrio  interno dopo le amministrative di primavera: una sorta di tagliando di metà mandato. Quindi stop ad ogni ambizione assessorile, anche da parte del capogruppo Luca Pedrale, autore con altri tre colleghi (Leardi, Leo e Toselli), di una lettera a Ghigo e Ghiglia in cui si sottolinea la necessità di premiare quanti (anzitutto gli scriventi) hanno mostrato fedeltà e coerenza nella battaglia congressuale. Unica concessione alla minoranza lo scranno di vicepresidente di Palazzo Lascaris, carica alla quale oggi verrà eletto il consigliere novarese Roberto Boniperti, esponente di Progett’Azione.

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