Cultura, la noia sotterra le polemiche

Tanti sbadigli e un florilegio di luoghi comuni all’incontro con i big del sistema subalpino di cinema e teatro. Vacis addita il Regio quale esempio di cattiva gestione. Assente il Comune

Resta un mistero (o forse un mistero buffo) il motivo per cui le riunioni nelle quali si parla di cultura debbano essere attraversate da un senso di noia e da una totale incapacità dei protagonisti di risultare interessanti. A questa legge non si è sottratto l’incontro di lunedì sera al Circolo dei Lettori di Torino, presenti Ugo Nespolo, presidente del Museo del Cinema, l’assessore alla Cultura della Regione Michele Coppola, il drammaturgo Gabriele Vacis e il giornalista Gianluca Favetto. Forse era un’uggia annunciata, tanto che i top del cinema e del teatro non erano presenti e la platea era popolata da seconde e terze file del sistema culturale.

 

Le solite (e scontate) lamentele per i tagli, un po’ di geremiadi perché “c’è poco spazio per i giovani”, un pizzico di nostalgia canaglia sui begli anni passati: un copione già visto e rivisto. Come spesso accade, anche gli stimoli interessanti sono caduti praticamente nel vuoto, annacquati dalle molte (troppe) chiacchiere. Ad esempio quando Vacis, messo alle strette su cosa intendeva quando parlava di sprechi, ha indicato un’istituzione blasonatissima, nientepopodimeno che  il Teatro Regio, quale esempio di economia dello spreco. Oppure quando Nespolo, sollecitato sulla questione del futuro direttore del Festival del Cinema, ha dichiarato che dovrà decidere da solo perché il direttore del Museo Alberto Barbera è stato diffidato dalla Biennale di Venezia (della quale è direttore) a prendere decisioni su un festival rivale, come di fatto è quello di Torino. O anche quando Coppola ha dichiarato pubblicamente il de profundis per Amelio, accusato di aver gestito in modo maldestro e grottesco la presenza a Torino di Sergio Castellitto durante la rassegna. Lampi di polemica caduti nel vuoto, ma che ritroveremo nelle prossime settimane. Assente il Comune: c’era solo l’ex assessore Fiorenzo Alfieri, a testimonianza che la cultura non è più una priorità per la giunta comunale.

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