VERSO IL VOTO

Da Ajani a Guariniello, scouting dei Cinquestelle

In vista delle elezioni parte la campagna acquisti dei grillini. Con discrezione sondata la disponibilità del rettore dell'Università e dell'ex pm. Una candidatura con la prospettiva dell'ingresso nell'ipotetico governo M5s

Non sarà la candidata premier dei Cinquestelle, ma Chiara Appendino un paio di papabili ministri li ha comunque già scelti. E suggeriti, ascoltata, a Davide Casaleggio. La data del voto si avvicina, l’accordo sulla legge elettorale tiene sia pure con qualche aggiustamento, e la sindaca della Mole non rinuncia a confermare la sua leadership nella fase cruciale dell’indicazione dei candidati di punta del M5s per quanto riguarda il Piemonte e Torino in particolare.

Le parlamentarie? Si vabbè, magari si faranno pure, ma puntando a Palazzo Chigi Beppe Grillo e Casaleggio jr non sono certo quelli che snobbano suggerimenti della sindaca più amata dagli italiani (secondo l’opinabile classifica del Sole 24 Ore), ben sapendo – e avendone avuta prevedibilissima conferma – che quei nomi sarebbero stati pescati nell’establishment piuttosto che nel movimentismo. Del resto, che altro attendersi dalla sindaca che dopo aver messo all’indice il sistema Torino in campagna elettorale, se lo è poi preso sottobraccio? E così ecco spuntare, nei suggerimenti della Appendino, due pezzi da novanta: l’ex pm Raffaele Guariniello e il rettore dell’Università subalpina Gianmaria Ajani. Per loro, se accetteranno (cosa che viene data per nulla improbabile) ci saranno ovviamente posizioni di riguardo sulle schede: una candidatura alla Camera o al Senato, fa poca differenza, l’importante è entrare nel Parlamento ormai non più scatoletta di tonno – nella vecchia immagine dei grillini del 2013 – ma piatto assai più ricco. Se poi per i due il percorso, come pare, sarebbe quello dell’entrata nell’ipotetico governo pentastellato, ecco che quel non certo disinteressato consiglio della sindaca assumerebbe un peso ulteriore per lei e per il Piemonte grillino. In sintesi, se vuoi governare il Paese – ragiona la sindaca – non puoi circondarti (solo) di laurecastelli o, peggi, di airoli.

Guariniello, che ha incontrato Casaleggio al Salone del Libro sotto lo sguardo compiaciuto della sindaca e dell’assessore Alberto Sacco, non è certo nuovo a malìe pentastellate. Dell’ex magistrato, protagonista di infinite inchieste in materia di sicurezza sul lavoro e tematiche ambientali, si era parlato a lungo come di un possibile assessore, ma anche di capo di gabinetto o consulente, di Virginia Raggi. Poi non se ne fece nulla, ma la stima dei grillini nei suoi confronti è rimasta immutata e il poterlo schierare come candidato alle politiche sarebbe una mossa a cui rinuncerebbero a dir poco di malavoglia. Molto, anzi tutto, dipenderà da lui, anche se rispetto all’ipotesi romana poi naufragata, quella torinese mostra basi assai più solide. Incominciando proprio dallo sponsor principale, lei la sindaca. Che sembra non abbia fatto fatica a entrare nelle corde dell’altro candidato in pectore, l’attuale rettore dell’ateneo torinese.

L’“abbronzatossimo” Ajani, come con perfidia viene definito nell’ambiente accademico in virtù della tintarella alla Carlo Conti, curata anche quando il clima lascerebbe indulgere al pallore, sarebbe tentato dall’avventura parlamentare visto l’approssimarsi della fine del suo mandato al vertice dell’università (pare ardua una sua riconferma con l'area medica parecchio critica). Studioso di diritto russo, ma anche della Cina – Paese di cui condivide la passione con il padre della prima cittadina, l’ex top manager di Prima Industrie Domenico Appendino – il Magnifico è un esperto navigatore tra i marosi dell’accademia, dove si barcamena con abilità tra baroni e studenti. Inoltre, recentemente a margine di un convegno sui migranti si è a lungo intrattenuto con Luigi Di Maio, aspirante premier. Nella sua cerchia nessuno si dichiara stupito di un suo eventuale transito dall’originaria sinistra engagé al grillismo di governo e viene descritto come non poco allettato dall’idea di diventare ministro dell’Istruzione. Un Profumo (Francesco) in salsa Cinquestelle, insomma. Come l’ex rettore del Poli diventò ministro, così il suo omologo di Palazzo Nuovo potrebbe incamminarsi lungo un percorso sostanzialmente analogo, passando tuttavia per quel seggio parlamentare che Casaleggio e Grillo non farebbero certo difficoltà a garantirgli, su ascoltato consiglio della Appendino. Che, come più volte ribadito, non ha alcuna intenzione di abbandonare anzitempo la guida della città conquistata a Piero Fassino e al centrosinistra per candidarsi a Presidente del Consiglio. Ma questo non significa non poter suggerire e magari indicare qualche ministro. Perché per decidere e incidere a volte è meglio apparire un passo indietro. Come facevano molti leader democristiani. Per dire. 

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2 Commenti

  1. avatar-4
    22:30 Lunedì 05 Giugno 2017 giacomo_b nemo propheta in patria

    cosa succede se vanno al governo? succede che chi può porterà i soldi all'estero (non mi meraviglierebbe se si scoprisse che qualche assessore o eletto pentastellato l'ha già fatto) , chi non può portarli o chi possiede case sarà martoriato dalle tasse e se va male finirà come in Grecia dove le pensioni sono state decurtate. A torino siamo solo all'inizio con le strisce blu....se i permessi strisce blu venissero fatti di diverso colore in base a quanto è stato pagato sai quanti pentastellati con il suv risulterebbero che pagano il minimo previsto (sbaglio o abbiamo assessori che avevano isee creativi?) .... ah dimenticavo in tante zone della collina non ci sono le strisce blu ma le case costano il triplo rispetto a tante zone che le strisce già le hanno,

  2. avatar-4
    11:49 Lunedì 05 Giugno 2017 LuigiPiccolo Qui siamo alla follia

    Se la classe dirigente del movimento 5 stelle ha sfornato Airola Pizzarotti Raggi e Appendino ecc ecc mi domando se vanno al governo che succede???? !!!

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