Finanza in Scr, l’inchiesta si allarga

Sotto la lente dei magistrati appalti, gare e affidamenti della società di committenza della Regione. Nel mirino, per ora, la mole di consulenze e gli intrecci con la politica, di ieri e di oggi

Le Fiamme Gialle hanno fatto visita ieri agli uffici di Scr, la società di committenza della Regione, la cui attività è al vaglio della magistratura. Un filone d’indagine aperto dal pm Paolo Toso, titolare dell’inchiesta sulla Sanità piemontese, e originato dalla presenza nel vecchio board della stazione appaltante del principale protagonista di quelle vicende: Piero Gambarino, brasseur d'affaires e all’epoca braccio destro dell’ex assessore Caterina Ferrero. Ma l’interesse della procura di Torino pare concentrarsi non solo sulla genesi politica di quella nomina, ma soprattutto sulla gestione complessiva di appalti, gare e affidamenti, dal momento dell’istituzione della società a fine 2007, sotto la giunta Bresso, fino alle attuali incombenze.

 

Sebbene poco o nulla trapeli da Palazzo di Giustizia – lo stesso verbale del lungo interrogatorio dell’ex presidente è stato secretato – la mole dei documenti acquisiti dalla Finanza e le indiscrezioni che filtrano da piazza Castello sembrano confermare che la magistratura intende passare sotto la lente tutti gli atti relativi alle principali funzioni assegnate ad Scr, ovvero infrastrutture e sanità, dai criteri di elaborazione dei capitolati, alla selezione degli affidatari dei lavori, al ricorso – che pare davvero abnorme – a consulenti e professionisti esterni, di fatto modificando la natura della società. Un capitolo, quello relativo alle consulenze che si preannuncia particolarmente spinoso. Dalle carte emergerebbero strane “anomalie”: una manciata di professionisti che ricorrono con grande frequenza (è il caso dell’avvocato Mauro Milan che risulta beneficario di 30 incarichi su 36, dei legali Nicola Maione, Fabio Cintoli, Carlo Merani); il ruolo preponderante del vicedirettore Sergio Manto, ex Ares e Torino 2006, nonché fratello di Aldo, direttore regionale di Trasporti e Infrastrutture; il trasferimento della sede dal quinto piano di via Belfiore 23 al lussuoso stabile di corso Marconi, ex quartier generale Fiat, su cui grava un contratto d’affitto particolarmente oneroso. Per tralasciare l’incremento del personale, passato dai 25 dipendenti nel 2008 agli attuali 50 (con ben 8 dirigenti).

 

Ma sono ovviamente gli intrecci politici a destare la massima attenzione. È risaputo che nell’ambito della divisione delle aree d’influenza il mondo delle infrastrutture sia di competenza del Pdl, più precisamente della componente ex aennina del partito e, nella fattispecie, di quella che fa direttamente riferimento al vicecoordinatore regionale Agostino Ghiglia. In questa corrente militano sia l’assessore, titolare delle deleghe a Trasporti e Infrastrutture, Barbara Bonino, sia Massimiliano Motta, consigliere regionale, ex consigliere di amministrazione di Scr e “uomo del sottogoverno” di Ghiglia. Un milieu a cui non è del tutto estraneo lo stesso presidente della società, Domenico Arcidiacono, ex numero uno dell'Agenzia Torino 2006. Esiste una filiera “politica” in grado di condizionare lavori e affidamenti? È vero che molte riunioni in Scr come in assessorato sono spesso convocate e guidate da persone di fiducia dell’assessore, di cui spesso non è chiaro a che titolo intervengano? Corrisponde a verità che un fratello di un noto politico fequenti con assiduità  corridoi e stanze di Scr e dell’assessorato? E, infine, risultano vere le voci che riferiscono dell’imminente rimozione dell’arch. Lorenzo Marchisio, storico responsabile del settore regionale “Trasporto pubblico”, proprio per far posto a un esterno, del quale molti conoscono già l’identità essendo stato un consulente proprio di Scr? Domande che non tarderanno a trovare risposta.

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