GRANA PADANA

In Lega vietato criticare Salvini

Alla vigilia del congresso torinese viene sospeso il dissidente Carbonero per un post su facebook. Provvedimenti anche per altri non allineati. Così vengono epurati gli ultimi seguaci di Bossi (e Cota). Strada spianata per il giovane Ricca

“L’ho saputo oggi per caso, ma a me non è arrivata ancora nessuna comunicazione ufficiale”. È stupito Roberto Carbonero, ex consigliere comunale a Torino, ultimo responsabile organizzativo della Lega Nord sotto il regno di Roberto Cota e oggi nella schiera dei dissidenti, gli ortodossi della dottrina padana riuniti attorno al nome di Umberto Bossi. È stato sospeso dal partito per dieci mesi e la punizione è arrivata in concomitanza alla convocazione del congresso cittadino del Carroccio, appena comunicata dal segretario provinciale Alessandro Benvenuto. Che i due eventi siano collegati? I sospetti non mancano, soprattutto dopo che Carbonero, spinto da alcuni militanti, aveva fatto circolare la voce di una sua possibile candidatura, contro il designato ufficiale del partito, Fabrizio Ricca, di cui peraltro è stato per cinque anni compagno di banco in Sala Rossa durante l’amministrazione Fassino.

Il provvedimento disciplinare è una iniziativa del commissario cittadino Enrico Montani, già senatore, oggi fedelissimo di Matteo Salvini con l’aspirazione di tornare in Parlamento. Galeotto è stato un post su facebook in cui Carbonero si rivolgeva direttamente al “Capitano” di via Bellerio avanzando la proposta di indennizzare i commercianti di Pontida che avevano abbassato le serrande in segno di protesta contro la manifestazione anti-razzista dell’aprile scorso. “Fossi nei panni del segretario federale PADANO Salvini indennizzerei simbolicamente questi eroici commercianti – scrive Carbonero – con un simbolico contributo di 100 euro (…). L’italico Salvini lo farà? Bah!”. Un pizzico di scetticismo, un leggero tratto di ironia, un accenno di polemica. Eppure tanto è bastato per far scattare la scomunica. Dieci mesi föra dai ball come avrebbe detto un tempo il Senatur, anche se, almeno formalmente, manca ancora la ratifica della decisione da parte del partito "nazionale", cioè piemontese secondo il lessico padano. Insomma, l'ultima parola spetta a Riccardo Molinari.

Carbonero è su di giri, parla di “democrazia bulgara” (sic) nella Lega piemontese, un partito “fatto di yesman” in cui chi non si allinea finisce fuori o isolato. E lui non è l’unico che rischia di saltare: una richiesta di espulsione penderebbe pure sulla testa di Andrea Gunetti, a quanto pare per aver criticato Montani nella chat privata di watsapp, mentre non è stato accettato il passaggio da semplice iscritto a militante (condizione fondamentale per votare al congresso) di Christian Longatti, un altro in odor di eresia.

Il congresso della Lega di Torino si terrà giovedì prossimo, c’è tempo fino a martedì per candidarsi ma a questo punto sarà un esercizio puramente formale che incoronerà Ricca secondo una tradizione che nel capoluogo si rinnova. Come nel 2014, quando Alessandro Albano venne escluso dalla lista delle regionali perché il gruppo dirigente decise di puntare su Benvenuto. Dopotutto la competizione nasconde sempre delle insidie, meglio non rischiare che poi finisce come un paio di anni fa con l'elezione a sorpresa di Domenico Morra, detronizzato dopo appena una settimana con tanto di commissariamento del partito subalpino. Questa volta, ci si può scommettere, filerà tutto liscio.  

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    09:33 Venerdì 09 Giugno 2017 Wlalega2015 Da celodurismo a pecoroni

    Era un movimento di duri con le palle è diventato un partito di capponi a 90gradi tutti zitti e muti X uno sgabello

Inserisci un commento