Monge
COMUNE DI TORINO

“Falsario” “E tu inadeguata”
Scazzo tra Fassino e Appendino

Rimpallo di responsabilità tra sindaca e predecessore. Intanto la situazione finanziaria del Comune resta critica, sulla soglia del dissesto. Certo non va bene il maquillage dei conti, ma neppure il dilettantismo di Rolando porterà risultati

Speriamo che la querelle non duri per tutti i quattro anni che restano della consiliatura, visto che c'è un Comune da rimettere in sesto. Ennesimo round in Consiglio comunale di Torino, nel dibattito sulla relazione della Corte dei Conti al rendiconto 2015, fra Chiara Appendino e Piero Fassino, che ha accusato l’attuale giunta di essere inadeguata a gestire le risorse della città. “Per cinque anni - è stata la replica della sindaca - ha detto di avere lasciato in eredità una Ferrari, quando invece era un’auto con una sola ruota e benzina per un anno”. Fuor di metafora, peraltro non propriamente azzeccata, la giovane prima cittadina ha imputato al suo predecessore di aver nascosto il reale stato delle finanze del Comune: “Avrei preferito ereditare un’amministrazione con i conti a posto – ha aggiunto Appendino – ma non è così e non perché la sindaca Appendino è incapace e l’ex sindaco Fassino era capace, ma perché lui non ha voluto raccontare quale fosse la situazione”. Parole che hanno scatenato l’accesa reazione, fuori microfono, di Fassino. “È un anno oggi che lei è stata eletta e l'unica cosa che si vede è un ridimensionamento delle opportunità di Torino”. Il battibecco è proseguito: “L’unico nostro obiettivo è risanare i conti della città ma bisogna raccontare le cose come stanno – ha concluso la Appendino - e il contesto in cui siamo è un sostanziale disequilibrio strutturale che prevede un forte risanamento. Se non avviene in tempi stretti e con un piano credibile il rischio è il predissesto”.

UN DISSESTO SOFT di Carlo Manacorda

Il vecchio leone non ha mollato la presa. “Nonostante i tentativi di scaricare sulla precedente amministrazione i problemi di bilancio della città, la Corte dei Conti nella sue conclusioni riconosce che nel 2015 la spesa corrente è stata ridotta, il saldo di parte corrente è migliorato, l’indebitamento è ulteriormente sceso, il Fondo Crediti di difficile esigibilità ha ripianato in misura superiore al previsto, la riscossione è salita dal 76% all’85%. Sono parole che fanno giustizia di molte caricature di questi mesi”, sostiene Fassino, secondo cui “se si guarda al quinquennio 2011-2016 le cifre parlano in maniere incontrovertibile della azione di risanamento finanziario perseguito dalla Giunta Fassino”. Questo non significa, riconosce Fassino, “che la città di Torino, come la generalità dei Comuni, non abbia davanti a sé ancora difficoltà e problemi da affrontare. Ma lo si può fare dando seguito alle politiche fin qui fatte che hanno già conseguito risultati e altri ne potranno produrre. Per farlo serve una politica delle entrate e una gestione di bilancio che fino ad oggi negli atti della attuale Giunta non si è vista”. E come sarebbe stato possibile con un assessore al Bilancio del livello di Sergio Rolando?

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