COMUNALI 2017

Spareggi al cardiopalmo

Nei ballottaggi il centrosinistra punta tutto su Alessandria per conservare almeno una delle quattro più popolose città del Piemonte. Domenica al voto anche ad Acqui, Mondovì, Savigliano, Rivalta, Chivasso e Omegna

Se tutto va bene il Pd strappa un pareggio. Cresce l’ansia nella dirigenza democratica piemontese a poche ore dai ballottaggi di Asti e Alessandria; in cui proprio chi alla vigilia era data per spacciata, la sindaca uscente Rita Rossa, potrebbe rimanere l’unica a tenere alta la bandiera del Pd in una delle grandi città del Piemonte. Certo, al primo turno Federico Borgna ha trionfato nella sua Cuneo, confermandosi con percentuali prossime al 60, ma a considerarlo un sindaco “dem” si fa fatica, soprattutto visti i rapporti, a dir poco turbolenti, che continua ad avere con il partito cittadino, nonostante il sostegno, ottenuto obtorto collo, alle recenti amministrative. Una cosa è certa: a maggio dello scorso anno il Pd guidava le quattro più popolose città del Piemonte (Torino, Novara, Alessandria e Asti); se domenica la Rossa mancasse l’impresa non gliene rimarrà nessuna. Non un ottimo punto di partenza, soprattutto in vista delle Regionali del 2019.

Dopo le 72 ore di verifiche sui numeri nella città del Palio, la sfida sarà tra il grillino Massimo Cerruti (15,3%) e Maurizio Rasero (47,62%), del centrodestra. Il primo ha superato al fotofinish la democratica Angela Motta per appena sei voti e ora tenta il tutto per tutto nella missione impossibile di recuperare trenta punti percentuali al suo avversario. Al suo fianco ci sarà il giornalista Beppe Rovera, mentre Angela Quaglia, area moderata del centrodestra, si è limitata a ribadire di non riconoscersi nei valori di alcuni partiti che sostengono Rasero. Un invito a “esercitare con maturità e consapevolezza il diritto di voto” è quello che il Pd rivolge ai propri elettori, nulla di più. Insomma, Asti non è Torino, e la dinamica del voto antisistema non pare si stia imponendo, al punto che in pochi scommettono sulla possibilità di una rimonta e le recenti performance di Chiara Appendino a Torino e Virginia Raggi a Roma, non aiutano il candidato grillino.

Diversa è la situazione ad Alessandria, dove la sindaca Rita Rossa ha ottenuto l’apparentamento con la candidata del Quarto Polo Oria Trifoglio, mentre lo sfidante del centrodestra Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha siglato l’alleanza con Emanuele Locci, a capo di una coalizione civica sostenuta anche dai fittiani di Direzione Italia. Dopo il primo turno Rossa e Cuttica hanno chiuso appaiati: 31,94% alla sindaca, 30,25 al suo sfidante. Con il suo 11 per cento la Trifoglio potrebbe spostare gli equilibri a vantaggio del centrosinistra, anche se l’8 per cento di Locci arriva quasi a riequilibrare la sfida. Ma questa è solo aritmetica, il ballottaggio sarà altra cosa e dovrà tenere conto anche dell’orientamento degli elettori pentastellati, i quali, geneticamente, sono portati al voto di protesta contro il potere costituito, una dinamica che potrebbe penalizzare la prima cittadina uscente.

Oltre ai due capoluoghi di provincia saranno chiamati al secondo turno anche i cittadini di Acqui Terme, nell’Alessandrino, il secondo comune piemontese in cui il M5s ha ottenuto il ballottaggio con Lorenzo Lucchini (27,64%) che sfiderà, senza troppe speranze, Enrico Bertero (45,6%), del centrodestra. In provincia di Cuneo, a Mondovì, Paolo Adriano (42,26%), candidato vicino al ministro Enrico Costa è in vantaggio su Donatella Garello (25,73%) del centrodestra, mentre a Savigliano Giulio Ambrogio (31,68%) del centrosinistra sarà impegnato in un imprevedibile testa a testa con Tommaso Gioffreda (28,21%). Anche a Chivasso, nel Torinese, il centrosinistra prova a conservare il comune con Claudio Castello, che ha ottenuto il 35,57% al primo turno e dovrà vedersela con Matteo Doria (30,83%) del centrodestra; a Rivalta,  invece, il sindaco uscente Mauro Marinari (35,87%), No Tav vicino alle istanze grilline, potrebbe essere scalzato da una vecchia lenza della politica come l’ex segretario piemontese di Sel, già assessore regionale all’Ambiente Nicola De Ruggiero (39,77%), sostenuto dal Pd. Infine a Omegna, nel Vco, dove Paolo Marchioni (38,57%) del centrodestra è in vantaggio su Maurizio Frisone (29,59%) del centrosinistra.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    16:15 Venerdì 23 Giugno 2017 Pietro Luigi Garavelli "Mandrogno" ......

    Gentile Damos, io addirittura sono "Mandrogno" e per questo li / mi critico. Il motto di Alessandria è "Deprimit elatos, levat Alexandria stratos" e in questo sta tutta l' essenza dell Città, che comunque è di difficilissima governabilità. Ovviamente concordo sulla potenziale sorpresa di domenica sera!

  2. avatar-4
    14:16 Venerdì 23 Giugno 2017 Damos Mandrogni ...

    Attenzione ai Mandrogni : da secoli meritano il loro nome e la loro fama e sono famosi in tutto il mondo per gli scherzi al "Potere" che hanno sempre architettato . Secondo me, figlio anch'io di mandrogni di confine, domenica sera ne vedremo delle belle !

  3. avatar-4
    12:22 Venerdì 23 Giugno 2017 Pietro Luigi Garavelli Terrà il blocco del PD in Alessandria ?

    Giustamente gli Alessandrini hanno il mano il loro destino ….. Quanti poi voteranno sarà determinante in questa come nelle precedenti elezioni . Il Blocco Sociale del PD , costituito da Pensionati e Dipendenti Pubblici , da sempre è in grado di mobilizzare 12000 voti ed è sempre stato vittorioso quando gli “Altri” non sono andati alle urne ( Rossa vs Fabbio ) , altrimenti sconfitto ( Fabbio vs Scagni ) . Non so poi quanto l’ apparentamento ufficiale del “Quarto Polo” con le polemiche che ne sono seguite giovi alla Rossa . Forse era meglio non “muoversi” e la maggior parte degli Elettori di quel Gruppo “placidamente” avrebbero votato per il Centro-Sinistra , mentre ora potrebbe essere in parte diversamente . Purtroppo leggendo i nomi degli Eletti e le indiscrezioni sui futuri Assessori si vedono generalmente le solite “facce” , anche perchè di “Altri” non ce ne sono o perché andati via , magari solo professionalmente pur abitando ancora in Città , oppure perché non intenzionati a prendersi qualsivoglia responsabilità a Palazzo Rosso . E come non capirli ? In una Città “fallita” fra le ultime di un Paese “fallito” , i cui abitanti , dire che sono “ingovernabili” , si usa un eufemismo . E’ ovvio che Chiunque vincerà , tenendo conto che fra Tanaro e Bormida pare soffiare il vento del cambiamento o ribaltone , condoglianze , non l’ invidio . Comunque non potrà che far “bene” qualsiasi cosa faccia , essendo Alessandria all’ “anno zero” . Da Medico e Sindacalista .

  4. avatar-4
    07:38 Venerdì 23 Giugno 2017 tandem Definizioni

    Il quadro generale rende ormai molto difficile definire di destra o sinistra qualche candidato......

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