ALTA TENSIONE

Askatasuna, guerra al G7

Il centro sociale chiama alle armi l’arcipelago dell’antagonismo in vista del vertice di Torino. “Non staremo a guardare in silenzio questa messinscena”. Le azioni di guerriglia di questi giorni per l'apericena come prove generali

Ce n’est qu’un début, continuons le combat. Il centro sociale torinese Askatasuna chiama a raccolta movimenti, sindacati di base, studenti e lavoratori contro il G7 dell’Industria, della Scienza e del Lavoro in programma a Torino a fine settembre. “Non staremo a guardare in silenzio questa messa in scena - scrivono in un comunicato - E sentiamo il dovere di schierarci contro un vertice utile solo ad incrementare le politiche di austerity e di sfruttamento”. L’appuntamento per una prima assemblea organizzativa domani sera alla Cavallerizza Occupata.

Uno dei principali covi dell’antagonismo conferma così i sospetti sulla recrudescenza delle azioni di guerriglia scatenate negli ultimi giorni, quello che è parso a molti una sorta di prove generali in vista della riunione internazionale. “Ministri e capi di stato si riuniranno per organizzarsi e decidere le politiche mondiali da tenere sui temi del lavoro, dell’industria e della scienza - si legge in una nota -. E in questa fase di competizione globale e concorrenza aperta tra le grandi potenze, il G7 non potrà che portare ad un incremento delle guerre e ad un attacco ancora più serrato ai diritti e ai salari, tutto a vantaggio dei grandi capitali europei e internazionali. Come sempre a pagarne il prezzo saremo noi lavoratori, studenti e disoccupati. Verrà ancora una volta creato un evento e una vetrina tutta volta a giustificare il sistema economico vigente e le sue ingiustizie e iniquità”.

Intanto, lotta dura per l’apericena. “È normale e spontaneo opporsi” a controlli di polizia e a un’ordinanza comunale “ingiusta e ipocrita nella zona della movida”. Il centro sociale torinese Askatasuna rivendica così il diritto alla protesta dopo gli scontri di martedì notte con la polizia impegnata in un controllo del territorio contro la cosiddetta mala movida. “I giovani torinesi, schiacciati tra un mercato del lavoro praticamente inesistente e istituzioni della formazione appiattite e frammentate - sostiene il centro sociale in una nota - trovano pressoché l’unico momento di sfogo possibile nella socialità delle zone della movida”, dove per incontrare i coetanei arrivano anche “molti ragazzi dalle periferie”. Opporsi ai controlli, sostiene, è dunque “normale e spontaneo per non rischiare di vedersi un altro spazio alienato da stupide regole proibizioniste”.

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