Viabilità, a vostro rischio e pericolo

Dopo le “Buche in formazione”, la fervida fantasia degli amministratori della Granda partorisce un’altra segnaletica. Ora compaiono cartelli che “sconsigliano” ciclisti e centauri

La fantasia degli uffici della Viabilità della Provincia di Cuneo non ha limiti nel momento in cui sono ridotti a zero, o poco più, gli interventi di manutenzione su strade sempre più ridotte a tratturi. Non ci sono fondi, dicono. Ma non è pensabile che non si faccia proprio nulla. Dopo il comico e ipocrita cartello delle “Buche in formazione”, la cui segnalazione su Lo Spiffero tanto fece irritare l’assessore alla Viabilità, nonché vicepresidente, Giuseppe Rossetto, e dopo la semina di cartelli con limiti di velocità a 30 Km/h nei pressi delle zone più ammalorate (di riparazioni non se ne parla proprio), adesso si è arrivati al cartello-consiglio.

A fare da cavia ancora una volta una delle strade più disastrate del cuneese, quella che in Val Varaita si stacca dalla provinciale a Casteldelfino per inoltrarsi per dieci chilometri nel vallone di Bellino, comune con 135 abitanti totalmente dimenticati dalla Provincia. Ebbene all’inizio di questo tratturo, peggiorato nella stagione invernale e mai riparato seriamente, da pochi giorni è comparso un grande cartello: “Attenzione, strada sconsigliata a ciclisti e motociclisti”. Un capolavoro dell’ipocrisia burocratica. Si badi bene: non c’è alcun divieto, anche se è chiaro che chi percorre questa strada lo fa a suo rischio e pericolo. E’ solo un consiglio…. Che non riguarda gli automobilisti, neppure considerati dagli uffici della Viabilità, evidentemente disponibili a sfasciare  le proprie vetture sulla strada senza manutenzione.

Buche a parte, peraltro estese a tutta la carreggiata soprattutto nel primo tratto, la strada “sconsigliata” manca di guardrail per centinaia di metri, ha almeno cinque curve in frana, è priva di segnaletica adeguata, ha muretti prossimi a cedere o già a terra. Non sottoposta ad alcun  intervento dopo le nevicate del 2008, vanta un record di oltre 500 giorni per riparare una ringhiera abbattuta da una slavina su un ponte. Insomma quella della signora Gianna Gancia appare proprio una Provincia Granda, ma non una Grande Provincia.

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