150 anni d’Italia, debiti per 3,9 milioni

Le celebrazioni per l'anniversario del nostro Paese hanno lasciato in eredità un buco record, figlio di previsioni troppo ottimistiche. Ma al Comitato non v'è traccia di bilanci e rendicontazioni

Centocinquant'anni di debiti. Il Regno d'Italia aprì gli occhi per la prima volta già pieno di creditori che bussavano alla sua porta, tanto che nel 1861 venne redatto un libro per tener conto dei buchi di bilancio di ognuno degli stati che entravano a farne parte. Dopo pochi mesi dal compimento del suo 150° compleanno la tradizione è rispettata. E dire che alla vigilia delle celebrazioni, gli amministratori torinesi non facevano che propinare trionfanti a giornalisti e addetti ai lavori il solito refrain: “Sarà la nostra seconda Olimpiade”. Nessuno, però, si sognò di pensare che il riferimento fosse ai buchi di bilancio. E invece, all'indomani della visita del premier Mario Monti che ha chiuso la 365 giorni di festeggiamenti, sono emerse le magagne. Il buco è addirittura di 3,9 milioni di euro.

 

Lo ha annunciato Alberto Vanelli, vicepresidente esecutivo del “Comitato Italia 150”,  in audizione di fronte alla commissione Cultura della Sala Rossa. Una situazione definita dallo stesso Vanelli «preoccupante ma non drammatica». Questo perché, nel 2012 si attendono  entrate dalla Regione Piemonte e da altre fonti per circa un milione di euro. Il residuo passivo di 2,9 milioni dovrebbe essere coperto dal passaggio di Ogr alla Crt: da stime prudenziali del Politecnico di Torino il valore dei beni mobili e immobili che la Fondazione acquisirebbe è infatti di circa 4 milioni. Inoltre la riapertura per il 2012 della mostra “Fare gli italiani”, dovrebbe portare in cassa circa 640 mila euro. Insomma, un trionfo di condizionali a fronte di un’unica certezza: la comunità dovrà rifondere per gli errori di altri e soprattutto per un bilancio previsionale come al solito troppo ottimistico. Il deficit, ha spiegato Vanelli, dipende dal mancato trasferimento di 2 milioni da parte dello Stato, sui quali ci sarebbe stato un impegno (a quanto si dice sulla parola, perché non ci sarebbe niente di scritto) del precedente Governo e da una sopravvalutazione delle entrate da sbigliettamento, un errore, quest’ultimo, che si ripropone, puntuale come la peste a ogni evento. Alla domanda dei consiglieri Marco Grimaldi (Sel) e Chiara Appendino (Movimento 5 Stelle) di ottenere il bilancio e le rendicontazioni è stato risposto da Vanelli che attualmente non sono disponibili e che potrebbero esserlo tra un paio di mesi.

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