FIANCO DESTR

Salvini “commissaria” i Comuni

Il leader della Lega impone alle sue prime linee l’ingresso nelle giunte cittadine. Un modo per controllare le amministrazioni, ma soprattutto per presidiare il centrodestra in vista di Politiche e Regionali. Molinari assessore ad Alessandria

“Nelle città dove abbiamo vinto dobbiamo mettere i nostri uomini di punta”. Matteo Salvini venerdì scorso nell’ultimo Consiglio Federale ha lanciato un messaggio chiaro ai colonnelli del Carroccio chiamandoli a un impegno diretto sul terreno delle origini della Lega Nord: i Comuni. La truppa dei militanti ha fatto un ottimo lavoro, ma quella dei municipi di cui la Lega ha fatto incetta è solo una battaglia vinta. Davanti ci sono le elezioni politiche e poco più in là, a seconda dei casi, le regionali. La strategia del numero uno di via Bellerio contempla anche e non marginalmente il peso che uomini di spicco con già in tasca la prenotazione per un seggio in Parlamento possono accentuare a favore del Carroccio mettendoci la faccia e la testa nelle amministrazioni civiche, soprattutto quelle dei centri più importanti.

I risultati hanno confermato, nella gran parte dei casi, che la scelta dei candidati sindaci del centrodestra a trazione leghista è stata azzeccata. A Salvini potrebbero bastare loro, con una buona squadra di assessori, per procedere verso le urne di primavera con un Nord diventato terreno di sconfitta del Pd, salvo un po’ di eccezioni non certo consolatorie e bastevoli a scacciare l’immagine della débâcle sul fianco sinistro. Per confermare e se possibile migliorare ancora il risultato delle amministrative alle politiche del prossimo anno, insieme al vento sovranista che spinge il Carroccio, Salvini vuole far soffiare anche l’aria della “buona amministrazione” incarnata dalle giunte che incominciano in questi giorni a formarsi e a governare piccoli e grandi Comuni.

Mettere nelle squadre volti noti e nomi con incarichi di peso nel partito ha, agli occhi del leader, molteplici aspetti positivi: associare, al momento della campagna elettorale delle politiche, la Lega che ambisce al governo del Paese con la Lega che “governa bene nei comuni”, fornire ai futuri candidati e senatori una spinta ulteriore che arriverà loro grazie al successo ancora fresco ottenuto alle amministrative, ma anche – e non è certo elemento di secondaria importanza – marcare in maniera pesante il territorio politico rispetto all’alleato berlusconiano, sul cui atteggiamento per le politiche aleggiano ancora nubi. E poi ci sono le Regioni da mantenere e da riconquistare. Tra queste ultime, il Piemonte.

Dunque, semmai ce ne fosse stato bisogno, ecco le ragioni dell’ingresso nella giunta comunale di Alessandria del segretario piemontese della Lega, Riccardo Molinari. A meno di assai improbabili sorprese, forse già oggi il neosindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco, annunciando la composizione della sua squadra farà il nome del trentaquattrenne che già annovera nel suo curriculum un periodo da vice di Salvini in via Bellerio e nel suo futuro uno scranno a Montecitorio. Come per l’europarlamentare Lorenzo Fontana si è disposta la poltrona di vicesindaco di Verona, nello schema salviniano il posto in giunta nel capoluogo mandrogno per il suo pupillo piemontese è cosa da non mettere neppure in discussione. Non potendo fare il vice giacchè il sindaco è anch’egli della Lega – anzi è, come si è detto al momento della designazione “il candidato di Molinari” a significare l’investitura col sigillo di Matteo – il segretario del Carroccio piemontese sarà uno degli assessori, con un’immagine difficile da evitare di primus inter pares. Se poi, come pare certo, le deleghe che avrà in capo saranno pesanti o, comunque, politicamente rilevanti è ovvio che il governo del capoluogo mandrogno risulterà ulteriormente spostato sul fronte Lega, rispetto a Forza Italia e Fratelli d’Italia, al netto di una ripartizione affidata al bilancino.

Rispetto ad altri Comuni dove il sistema Salvini è già stato applicato – ad Asti nella giunta di Maurizio Rasero, il segretario provinciale del Carroccio Andrea Giaccone ha avuto l’Urbanistica e la Sicurezza – o sta per esserlo, ad Alessandria c’è dell’altro a motivare l’ingresso – da esterno, non essendosi presentato alle elezioni – di Molinari a Palazzo Rosso. C’è quel passato ingombrante (per parte dello stesso centrodestra, soprattutto in casa leghista) dell’amministrazione guidata dall’azzurro Piercarlo Fabbio finita nei guai (anche giudiziari) per le casse comunali rimaste vuote e i bilanci taroccati, ma anche per alcuni personaggi di sottogoverno cittadino considerati troppo arrembanti e in alcuni casi finiti anch’essi in vicende giudiziarie. Il cambiamento espresso dagli alessandrini con il voto al ballottaggio non è stato solo rispetto all’amministrazione di centrosinistra con il sindaco Rita Rossa sconfitta con nettezza da Cuttica al secondo turno. Come spiega più di un leghista in queste ore, il cambiamento è anche rispetto a quell’esperienza. Dalla quale il Carroccio vuole e deve differenziarsi. Ecco, quindi, come un rafforzamento del Carroccio con l’ingresso di Molinari in giunta abbia un ulteriore fine, sia pure inconfessato: blindare Palazzo Rosso da possibili attacchi dell’ala revanchista berlusconiana e preservare l’amministrazione Cuttica da non improbabili tentativi di ritorni anche e soprattutto in quel terreno scivoloso del sottogoverno, a incominciare dalle partecipate.

Se i rumors saranno confermati, l’arrivo del segretario cittadino della Lega ed ex presidente delle Terme di Acqui Roberto Molina quale capo di cabinetto del sindaco, sarebbe l’ulteriore conferma di quel cordone sanitario che la Lega è pronta a disporre attorno a Palazzo Rosso e al suo inquilino. In gioco non ci sono solo il prossimo quinquennio e le elezioni politiche. C’è, soprattutto, la scalata alla Regione nel 2019. “Obiettivo – come aveva ribadito pochi giorni dopo la vittoria lo stesso Molinari – del centrodestra a trazione leghista”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    15:17 Venerdì 07 Luglio 2017 Veritas2015 Finalmente

    Poltrone & Poltrone by Salvini così vedremo questa scuola politica neolega la carica dei giovani grillini mancati.

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