Pd, un partito di plastica (magari)
00:00 Lunedì 07 Giugno 2010Bordate sulla nomenclatura democratica alessandrina da parte di Ghisolfi, l’industriale del pet. Un j’accuse in piena regola, dalle pagine del giornale di sua proprietà. Piccoli De Benedetti crescono…
Un’intera pagina fitta di piombo, come si diceva una volta e un titolo di appena tre parole: “Tutti a casa”. E’ questa l’arma scelta dall’industriale della plastica Guido Ghisolfi per sparare a zero sulla “vecchiaia” e l’attaccamento alla poltrona che contraddistingue il Pd. Che, per inciso, è il suo partito. Come sua è, per buona parte, la proprietà del settimanale – il Novese - cui ha affidato gli strali contro un mancato cambio generazionale nel Pd della provincia di Alessandria.
Nei mesi scorsi, infatti, il tycoon della plastica (tremila dipendenti in circa venti stabilimenti sparsi per il mondo) ha acquisito quote dell’asfittico settimanale, un tempo organo locale del Pci, riducendo drasticamente il peso degli azionisti storici, ovvero il Pd Novese e quello di Ovada (quest’ultimo gratificato da un’edizione gemella chiamata l’Ovadese). Una mossa quella di Ghisolfi, tortonese, parsa ai più a dir poco strana: perché tutto quell’interesse per un giornale ansimante e per di più che nulla ha a che vedere con la città dove ha sede la multinazionale di Ghsolfi? Senza che fosse ancora sciolto l’interrogativo ecco arrivare la prima mossa dell’industriale da tempo impegnato nelle file del Pd: Ghisolfi chiama a studiare un piano di rinnovamento del Novese uno dei giornalisti più noti e stimati di Genova, quel Franco Manzitti che dopo una brillante carriera al Secolo XIX era approdato alla scrivania di caporedattore dell’edizione ligure di Repubblica, passando per altri importanti incarichi nel gruppo Finegil fino alla meritata pensione.
Passa qualche mese e in gerenza il precedente direttore, il giovane novese Elio Defrani fa un passo indietro e lascia il posto a un altro colonnello della “Brigata Liguria”: Marco Matteini, grande professionista, per anni uomo di macchina a Repubblica e strettissimo collaboratore di Manzitti. La penna di quest’ultimo, sempre raffinata, puntuale e godibile, sforna interviste (come quella al proprietario della Elah-Novi, nonché presidente di Carige, Flavio Repetto) e inchieste. Una su tutte che il Novese titola “viaggio nella pancia novese del partito di Bersani”. A puntate. Dopo i giovani e il manager pubblico di acqua e gas Mauro D’Ascenzi, ex enfant prodige del Pci novese e ora ai vertici nazionali di Federgasacqua, tocca, appunto a Ghisolfi. Ovvero il neoazionista di maggioranza del settimanale, l’industriale del Pd uscito dal direttivo regionale perché «tutti erano professionisti della politica e non facevano nessun altro lavoro, tanto che convocavano le riunioni nei pomeriggi feriali».
Parole pesanti come la ghisa quelle dell’industriale della plastica: «Nessuno si schioda e tutti cercano un posto La nomenclatura non molla e io dico: i cinquantenni facciano un passo indietro».
Ma ecco alla terza colonna l’affondo: «Lovelli – dice Ghisolfi – ad esempio molli il posto».
Non è dato sapere la reazione di Mario Lovelli, deputato rieletto, già sindaco di Novi e uomo forte del Pd Alessandrino schieratissimo alle primarie a favore di Bersani. Certo è che Ghisolfi sul “suo” giornale si rivolge proprio a lui.
E dire che anagraficamente tra i cinquantenni ci sono pure il consigliere rieletto anch’egli Rocchino Muliere e il senatore Enrico Morando (eletto in Veneto ma anch’egli alessandrino, anzi novese) entrambi alle primarie a favore di Franceschini. Di Morando poi si dice sia molto legato a Ghisolfi, tanto da benedire e fors’anche invocare un suo intervento – arrivato puntuale - a favore del giornale da svecchiare e rimettere in salute con una flebo finanziaria.
Di loro, però, Ghisolfi non fa cenno.
Una semplice dimenticanza o il nome di Lovelli e il suo seggio a Montecitorio non è stato fatto a caso?



