Ferrovie a rischio per ritorsioni “No TAV”

Torna alla ribalta la rivolta 'No TAV', che protesta contro la costruzione della tratta dell'Alta Velocità Torino-Lione, solo temporaneamente sopita negli ultimi tempi, dopo il drammatico incidente che ha provocato la morte di uno dei leader del movimento.

La scorsa notte è andato in fiamme un impianto elettrico ferroviario fra Rogoredo e Lambrate, proprio alle porte di Milano. L'incendio ha colpito una centralina che regola i meccanismi di sicurezza dello snodo ferroviario. A seguito di una prima tornata di indagini, sembra che l'incendio sia di natura dolosa, perché sarebbe stata rinvenuta una bottiglia di benzina nelle vicinanze.

Nella vicenda sono implicati i 'No TAV'. Sembra infatti che sia stata trovata, su una centralina attigua a quella incendiata, una scritta da riferire al movimento. Poi, sono state trovare altre bottiglie di benzina non incendiate nei pressi. La Digos parla di un atto di matrice anarchico-insurrezionalista. Le due scritte, vergate a vernice, dicevano 'No TAV' e "Sole e Baleno vivono', facendo riferimento a due assi portanti del movimento di protesta contro l'Alta Velocità, Maria Soledad Rosas e Edoardo Massari, accusati di atti violenti una decina di anni fa e morti suicidi dopo la carcerazione.

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