Nichelino, Popolari rottamano Catizone

Tre consiglieri non voteranno bilancio e piano regolatore. Fattori si dimette da tesoriere del partito e annuncia querela contro il sindaco che lo ha accusato di perpetrare "minacce mafiose"

Da rottamatore a rottamato. Dopo Grugliasco, anche nel Pd di Nichelino volano gli stracci e a rischiare grosso c'è il sindaco Giuseppe Catizone, tra i principali estimatori (nella spasmodica ricerca di uno scranno romano) del sindaco di Firenze Matteo Renzi. I Popolari, legati al consigliere regionale Davide Gariglio, in fibrillazione dopo l’epurazione dell’ex assessore Franco Fattori, esce allo scoperto. I consiglieri comunali Roberto Olivieri, Maria Antonietta Ricci e Paola Zanardo annunciano la propria astensione sull’approvazione del Piano Regolatore, dopo non aver partecipato al voto sul bilancio. Insomma, nessuna volontà di condividere le scelte strategiche dell’attuale amministrazione.

 

Lo strappo è stato deciso dopo le dichiarazioni del sindaco rottamatore Giuseppe Catizone che accusava Fattori di far ricorso a minacce mafiose nel panorama politico nichelinese. Non è finita: lo stesso ex assessore ha spedito proprio in queste ore una missiva alla segretaria torinese del Pd Paola Bragantini, annunciandole le dimissioni da tesoriere «per liberare il partito dal peso di avere un tesoriere accusato da un sindaco del Pd di fare ricorso a “minacce mafiose”. In un momento come questo, con i tesorieri e i partiti nell’occhio del ciclone, mi pare doveroso fare un passo indietro». Le dimissioni sono dovute anche alla volontà di affidarsi a un legale per intraprendere nei confronti del primo cittadino azioni legali «senza coinvolgere il partito». Da tempo Fattori ha anche già annunciato la propria volontà di candidarsi a sindaco nelle prossime elezioni del 2014, quando Catizone non potrà più ricandidarsi. 

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