Peculato. A processo consigliere Pdl

Chiesto il rinvio a giudizio di Bonansea, berlusconiano di Palazzo Cisterna. Quando amministrava la Consepi ha dirottato a sé oltre 1,6 milioni. Pm: "Reiterato disegno criminoso"

ALLA SBARRA Claudio Bonansea

Peculato. Con questa grave accusa è stato richiesto il rinvio a giudizio per il consigliere provinciale di Torino Claudio Bonansea (Pdl) per fatti che si sono svolti fino al 2008, quando il politico era amministratore delegato di Consepi, la società a partecipazione pubblica, che dopo aver dismesso la gestione dell’interporto di Susa si è riconvertita nella organizzazione di iniziative sulla sicurezza stradale per conto del “Centro Regionale della Sicurezza Stradale”, denominato MotorOasi Piemonte. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Paolo Toso e si fondano su intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura, dalla documentazione acquisita nelle varie tesi, dalle indagini svolte dai carabinieri e dagli interrogatori che hanno coinvolto numerosi soggetti coinvolti nel caso, tra gli altri anche lo stesso Bonansea.

 

Grazie al fiuto investigativo del pubblico ministero, è emerso un sistema attraverso il quale l’esponente Pdl avrebbe approfittato del proprio ruolo di capo operativo della Consepi – partecipata da Finpiemonte, Sitaf, Comune di Susa, Comunità Montana Bassa Valsusa – per perpetrare “con più azioni esecutive” il “medesimo disegno criminoso”. Si legge nel documento predisposto dal pool di Toso, che Bonansea “avendo per ragione del suo ufficio la disponibilità di denaro appartenente a detta società, se ne appropriava; segnatamente: induceva tale Barotto Ugo, oggi deceduto, a costituire la ditta individuale Euroservizi che di fatto amministrava personalmente in forma occulta; con proprie disposizioni commissionava alla pre citata ditta, a far data dal 2002 e sino alla cessazione dalla carica, servizi di minuta manutenzione del verde e servizi di organizzazione logistica, su piazze e strade pubbliche di manifestazioni di informazione su temi afferenti la guida sicura, per un valore complessivo, stimato per eccesso, di dette prestazioni pari a euro 100 mila annui; emetteva e faceva emettere a Euroservizi fatture verso Consepi Spa per importi gonfiati e per prestazioni del tutto inesistenti sino a raggiungere l’importo complessivo di euro 1.665.422,83, erogato al 9/6/2009”.

 

Accuse gravissime per un amministratore pubblico. E non è finita. Secondo il pm, l’imputato “si appropriava della somma risultante dalla differenza tra il valore dei servizi effettivamente resi da Barotto Ugo e dai suoi occasionali collaboratori, stimati per eccesso in euro 800 mila, e l’importo complessivo di 1.665.422,83, versato sul conto corrente aperto da Euroservizi presso la Banca Sella di Pinerolo e induceva poi il Barotto ad emettere assegni o bonifici bancari dal precitato conto corrente, alimentato unicamente dalle provviste giungenti da Consepi (unico cliente di Euroservizi) verso conti correnti riconducibili a sé o a propri congiunti e si faceva consegnare dal Barotto blocchetti di assegni in bianco, sottoscritti dal Barotto medesimo, prelevava contanti direttamente dal conto di Euroservizi”. Infine, Bonansea avrebbe fatto assumere presso la Euroservizi tal Bruna Rossetti, moglie del fratello Aldo Bonansea. Lei, pur non avendo mai prestato servizio per la società, sempre secondo il pm, avrebbe ottenuto una somma complessiva di 45.392,60.

 

Nel procedimento risultano come parti offese Finpiemonte, Sitaf, Comune di Susa, la Comunità Montana Bassa Valsusa, la Camera di Commercio di Torino, la Confindustria Piemonte. L’udienza preliminare è fissata per il 22 maggio alle 9,30 presso il Palagiustizia di Torino. Bonansea, classe 1951, è un democristiano di ferro, area Coldiretti, che dopo la scomparsa della Balena Bianca trovò temporaneo giaciglio nel CCD, partito per il quale è stato senatore nella XII legislatura (1994-1996). Al tempo della nomina in Consepi gravitava nell’orbita di Alleanza Nazionale e non è un caso se a indicarlo come amministratore delegato della società fu l’allora vice presidente della Regione William Casoni. Negli anni seguenti, pur rimanendo nell’alveo del centrodestra, si distacca dagli ex An e ricompare candidato nella lista a sostegno di Claudia Porchietto alle Provinciali del 2009. Entrato in Consiglio, come unico eletto della lista, passa al Pdl, aderendo all’area dell’europarlamentare Vito Bonsignore

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