Ex Pininfarina, il caso approda in Regione

Laus (Pd) chiede la convocazione di un Consiglio straordinario sul futuro dei 900 lavoratori e il destino del sito produttivo. E' ora di scoprire le carte (anche quelle degli assessorati)

Il caso De Tomaso approderà a Palazzo Lascaris. A chiedere una seduta straordinaria del Consiglio Regionale è l’esponente Pd Mauro Laus. Un modo almeno per provare a fare chiarezza in un’acqua che s’intorbidisce ogni giorno di più. Ora che la chiusura dell’azienda pare inevitabile, ora che – nonostante le rassicurazioni di alcuni sindacati a dir poco compiacenti – è stata svelata la vera natura imprenditoriale della famiglia Rossignolo, ora che la pantomima può definitivamente considerarsi conclusa, restano inevase alcune questioni fondamentali. Qual è il destino del sito produttivo che fu della Pininfarina? Quale sorte attende i 900 lavoratori? In che modo la Regione può rivalersi su un’azienda che ha usufruito di ingenti contributi pubblici senza mai mettere sul piatto uno straccio di piano industriale?

 

L’imbarazzo è diffuso e trasversale, per un’operazione pensata e messa in atto dalla precedente giunta di centrosinistra, dall’allora braccio destro della presidente Bresso, Andrea Bairati, e poi legittimata dall’attuale amministrazione, sempre accondiscendente nei confronti delle richieste della famiglia Rossignolo. I dubbi e i timori si moltiplicano: qual è la posizione dei candidati sindaco di Grugliasco riguardo alla destinazione d’uso di quell’area? C’è effettivamente la volontà di trasformarla in zona residenziale? E ancora: esiste un piano B, un progetto alternativo per favorire l’insediamento di una nuova azienda, salvando i dipendenti e uno dei più prestigiosi insediamenti industriali della provincia torinese? Un mare di domande, in attesa che chi è chiamato ad assumersi delle responsabilità e a dare delle risposte si faccia avanti. 

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